Sloveni, primo sì alla legge di tutela regionale

Ok dal centrosinistra, la Lega si astiene. Udc contraria, Forza Italia e An escono dall’aula
TRIESTE
Insegne ed etichette anche in lingua slovena. Il disegno di legge sulla tutela della minoranza linguistica slovena, approvato ieri dalla VI Commissione in Consiglio regionale, apre la possibilità ai soggetti privati di esporre insegne e indicazioni per il pubblico, comprese le etichette sui prodotti agricoli, artigianali ed industriali, in lingua slovena, assieme all'italiano. Questo sarà possibile soltanto nei Comuni in cui è insediata la minoranza slovena, ovvero tutti quelli della Provincia di Trieste (non però il centro cittadino) più altri nove a Gorizia e 21 a Udine.


Il disegno di legge prevede la possibilità per i cittadini della minoranza slovena, su tutti il territorio del Friuli Venezia Giulia, di rivolgersi all'amministrazione regionale nella loro madrelingua e di ricevere risposta in sloveno o quantomeno in italiano con la traduzione allegata. Gli appartenenti alla minoranza slovena, inoltre, avranno assicurata la corretta scrittura dei loro nomi e cognomi. La legge istituisce quindi l'albo regionale delle organizzazioni della minoranza linguistica slovena, individuando le organizzazioni di riferimento nella Skgz (Unione culturale economica slovena) e nella Sso (Confederazione delle organizzazioni slovene).


Viene infine istituita la Commissione regionale consultiva per la minoranza slovena che esprime pareri sulle leggi in materia e sulle ripartizioni finanziarie. Il dibattito in Commissione ha visto l'assenza di Forza Italia ed Alleanza Nazionale che hanno preferito disertare i lavori dopo avere richiesto lo spostamento dell'esame in settembre. Intanto la VI Commissione sarà in Spagna dal 16 al 21 settembre per studiare sul campo il modelli di tutela delle minoranze linguistiche catalana e basca. Ma e scoppia la polemica. «Ma se davvero si deve andare in Spagna per imparare qualcosa – afferma Piero Camber – meglio sospendere la discussione in commissione delle leggi sul friulano e sullo sloveno». Proposta bocciata e quindi la discussione è proseguita prima di quella che Camber definisce “gita premio” : «Non contenti durante i lavori – aggiunge il consigliere forzista – hanno provveduto a distribuire le memorie spedite dalle associazioni in lingua slovena, senza traduzione in italiano. Ma è possibile che la Regione tuteli tutti tranne noi italiani?».


Soddisfatto l'assessore Roberto Antonaz secondo cui «si va a colmare una lacuna della nostra legislazione dando così piena attuazione allo Statuto di autonomia speciale della Regione». Antonaz sostiene di «non riuscire a decifrare fino in fondo» l'assenza di Forza Italia e An dai lavori della Commissione: «Un'assenza negativa per una legge che non vuole essere blindata». Soddisfatti anche i consiglieri di espressione slovena, Mirko Spacapan (Margherita) e Bruna Zorzini (Comunisti Italiani), comunque convinti della positività del provvedimento così come Tamara Blazina (Ds) che sottolinea «l'operazione politica-ideologica di parte del centro-destra».


Ha invece optato per l'astensione la Lega Nord, «più per le promesse che per le effettive ricadute della legge» secondo quanto afferma Claudio Violino. Quello della Lega rappresenta una sorta di 'do ut des' per riuscire ad alzare il tiro per la legge sul friulano. Contrario al provvedimento, invece, Roberto Molinaro (Udc) che vede negativamente «la delega delle politiche per la minoranza slovena a due associazioni».

Roberto Urizio

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