Smistati 50 migranti da Straccis a Pescara e a Chieti

Cinquanta richiedenti asilo sono stati trasferiti l’altra mattina dal Nazareno di Straccis, unico centro di accoglienza rimasto in città, in altre due strutture abruzzesi che sono situate rispettivamente a Pescara e a Chieti.
In base a un’operazione che è stata coordinata dalla Prefettura e dalla Questura di Gorizia, di concerto ovviamente con la direzione del Nazareno, un pullman è giunto nelle prime ore del mattino a Straccis e ha caricato i cinquanta migranti che sono così partiti alla volta delle rispettive destinazioni: venticinque sono stati destinati a Pescara e venticinque invece a Chieti.
Anche Gorizia, quindi, ha dato il primo “contributo” in termini di migranti, al piano enunciato a Trieste dal ministro dell’interno Matteo Salvini, secondo il quale la presenza di migranti nel Friuli Venezia Giulia verrà gradualmente ridotta di circa duemila unità. Nei giorni scorsi, cinquanta richiedenti asilo erano stati prelevati anche dal Cara di Gradisca.
Per quel che riguarda il Nazareno, c’è da dire che la struttura di accoglienza che si trova a Straccis aveva ormai quasi raggiunto il limite massimo di ospiti previsti dall’ultima convenzione siglata con la Prefettura: in 167 su 170 posti disponibili.
La media degli arrivi si aggira sulle venti unità a settimana: di questi la maggior parte sono richiedenti asilo che vengono smistati da Trieste (dove, dopo lo spostamento della commissione per l’esame delle richieste di asilo, si riversa la gran massa dei profughi) mentre gli altri giungono direttamente a Gorizia.
Come sempre, si tratta per lo più di pakistani e, in misura minore di afgani. Nei giorni scorsi la Prefettura aveva preannunciato alla direzione del Nazareno l’intenzione di operare il trasferimento, chiedendo che fossero indicati i nominativi delle ultime cinquanta persone arrivate.
Sono state, appunto, queste ultime ad essere trasportate in Abruzzo nei due centri di Chieti e Pescara, mentre al Nazareno sono rimasti 117 richiedenti asilo, molti dei quali si trovano già da mesi nella struttura dove seguono dei corsi di formazione.
L’operazione del trasferimento si è svolta così senza particolari tensioni. «I cinquanta ragazzi– spiega il Direttore della struttura Francesco Isoldi– erano tranquilli e non c’è stato alcun tipo di problema».
Se il flusso proveniente dalla rotta balcanica non subirà sostanziali rallentamenti, non è escluso che, prossimamente, possano verificarsi altri «alleggerimenti» delle presenze nella struttura di Straccis con altri trasferimenti. –
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