Sneakers, bermuda e con mamma vicina. I liceali a Monfalcone attendono il verdetto

Centocinque sui 110 studenti delle cinque classi a rischio contagio si sono sottoposti ai controli dopo la positività di un loro professore 
Bonaventura Monfalcone-15.09.2020 Tamponi per i ragazzi del Liceo scientifico-Monfalcone-foto di Katia Bonaventura
Bonaventura Monfalcone-15.09.2020 Tamponi per i ragazzi del Liceo scientifico-Monfalcone-foto di Katia Bonaventura

MONFALCONE Sneakers, bermuda, la mascherina celeste appesa da un orecchio all’altro. Ecco servita l’istantanea dei centocinque liceali del Michelangelo Buonarroti, ieri, martedì 15 settembre, n un pomeriggio afoso di fine estate, alle prese con il primo tampone nasofaringeo della loro vita. Se ne stanno tranquilli fuori dalla succursale di via Cosulich, a Monfalcone: la notizia che un prof è risultato positivo al Covid-19 e il protocollo li ha costretti da un giorno all’altro all’isolamento fiduciario fino agli esiti del test, attesi domani, non scompagina più di tanto la loro quotidianità. I problemi, a 17 anni, sembrano essere altri. Qualcuno dei “piccoli”, così li chiama il preside Vincenzo Caico, è venuto accompagnato dalla mamma. I “piccoli” stanno in terza, non hanno ancora raggiunto la maggiore età. Quelli di quarta e quinta, maggiorenni e vaccinati, sono venuti invece da soli. E aspettano, con pazienza, il turno. Se c’è una vena di apprensione, sta dalle parti di chi esercita la patria potestà. Sempre che possano archiviarsi come preoccupazione le pur legittime domande rivolte all’autorità, soprattutto sui tempi di risposta. Nella scuola un operatore dell’Asugi, imbacuccato come si vede al tiggì, dopo le 14.30 inizia la trafila di esami. Alle 17 è tutto concluso. «Alla fine, come sempre, le più coraggiose sono le ragazze», commenta Caico. Le liceali escono e sono impassibili, già il pensiero veleggia su altro. «Tra i maschi – prosegue – ho visto invece qualche occhio lucido e avvertito, all’uscita, la sfilza di domande sul fastidio del tampone».

Anche questa è fatta. Non è stato un esame di maturità, ma il test è andato. E tutto, a detta del preside, è filato senza increspature. «Dei 110 liceali in lista Asugi, si sono presentati praticamente tutti – riferisce il dirigente del Buonarroti –. Sono mancati solo cinque studenti, quattro dei quali giustificati. Chi aveva un piccolo intervento, chi desiderava effettuare il tampone privatamente, chi doveva presentarsi a precedenti, inderogabili, impegni. Il quinto liceale assente, un allievo straniero, invece non si è ancora mai presentato alle lezioni». A ogni modo chi ha saltato il tampone verrà ricontattato dall’Azienda sanitaria in un secondo momento per essere sottoposto all’esame. «Se viene rispettata la media regionale del 3,6% – riflette Caico – mi aspetto senz’altro dei positivi tra il centinaio di tamponi. Ma ritengo che la stragrande maggioranza degli studenti rientrerà già lunedì». Le lezioni, ieri, per le cinque classi entrate in contatto con l’insegnante contagiato si sono svolte regolarmente a distanza, via web. A breve si attendono in via Matteotti e Cosulich gli allacciamenti alla fibra ottica, che innesteranno la quinta alla rete internet del liceo, anche se in queste ore i docenti hanno messo a disposizione perfino i loro collegamenti privati per agevolare l’attività. Il prof in quarantena sta bene, si è messo in contatto con la dirigenza, e ha espresso il desiderio di scrivere una lettera ai suoi studenti per salutarli. Il virus, stando a quanto reso noto dalla Regione, gli è stato trasmesso «dalla moglie»: la coniuge «aveva contratto la malattia dalla badante della madre, di recente rientrata dalla Romania».

Proprio sul tema delle assistenti familiari è intervenuta Anna Cisint, sindaco di Monfalcone, dove i casi, da inizio pandemia, sono saliti a 70 (41 positivi, 27 guariti, due decessi): «Invieremo alle famiglie una lettera per sensibilizzarle affinché riprendano in casa badanti provenienti da zone problematiche solo a esito del test confermato e non ancora in attesa del responso». È slittato a oggi, intanto, lo svolgimento dei tamponi per gli anziani della casa albergo. Stando a Cisint, l’operatore che avrebbe dovuto già svolgere lunedì i test su 140 ospiti si è ammalato (non di Covid) e si è resa necessaria una sostituzione. —

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