Soffriva di problemi mentali Il secondo caso in venti giorni
GRADISCA. Appena 20 giorni fa un connazionale del ragazzo pakistano salvato in extremis lunedi sera lungo la passerella fra Gradisca e Sagrado si era tolto la vita con modalità analoghe, gettandosi nell’Isonzo. Il suo corpo venne ritrovato nelle acque del fiume all’altezza del quartiere di Straccis. Sajid Hussain, questo il nome del giovane, si trovava al Cara di Gradisca d’Isonzo da alcune settimane, trasferito nel maxicentro di via Udine dopo la chiusura del suo alloggio di Staranzano, legata al “naufragio” del bando per l’accoglienza diffusa degli asilanti in piccole unità abitative in provincia di Gorizia. Da tempo chiedeva il rimpatrio volontario.
Il giovane salvato lunedì, secondo quanto si apprende in questa fase, sarebbe invece ospite del Cara da circa un anno e mezzo e non vedeva sbloccarsi la propria situazione legata all’ottenimento dello status di rifugiato. Due casi in parte diversi, insomma, eppure accomunati da una grave frustrazione psicologica.
Già giovedì, in occasione della prossima seduta dell’assemblea civica convocata per le 20, il sindaco di Sagrado Marco Vittori inviterà Mariaurelio Colasurdo a presenziare al Consiglio comunale per esprimergli il plauso della comunità di Sagrado. «La prontezza, il sangue freddo e l’umanità racchiusi nel gesto di salvare una vita meritano la riconoscenza della nostra gente – commenta Vittori – conosco “Mario” da 20 anni e la sua generosità e il suo impegno, ad esempio nelle fila della squadra comunale di Protezione civile, sono noti e apprezzati da tempo».
Anche la prima cittadina di Gradisca, Linda Tomasinsig, rivolge il proprio apprezzamento al cittadino sagradino per avere salvato la vita all’ospite del Cara. Ma non può evitare una riflessione sull’attuale situazione del centro richiedenti asilo. «Lungi da me volere analizzare questo episodio, fortunatamente conclusosi in modo positivo, con le sole lenti della politica – afferma –. È però inquietante che nel giro di appena poche settimane trascorse dal suicidio di Sajid, si sia sfiorata un’altra tragedia. Premetto che non conosco al momento il caso specifico e che sarà mia premura analizzarlo nelle prossime ore – prosegue Tomasinsig – ma a quanto pare la persona salvata soffriva di patologie psichiche piuttosto serie. Ebbene, la mia netta sensazione è che le attuali politiche del governo non consentano di affrontare queste situazioni delicate con gli strumenti giusti. I tagli del ministro Salvini comportano il venire meno di figure professionali come la mediazione culturale e l’assistenza psicologica; e l’ammassamento in grandi centri come quello di Gradisca, dopo la soppressione dell’accoglienza diffusa, certo non producono benefici a persone con questo tipo di difficoltà. C’è insomma da riflettere sulla tragedia sfiorata di ieri e su cosa si possa fare per rimanere umani senza per questo perdere nulla in termini di controllo e sicurezza». —
L. M.
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Riproduzione riservata © Il Piccolo








