Solo la Savino premiata dalla politica rosa

C’erano una volta in Regione tre assessori donne. Tutte triestine. Mule. Era l’alba della seconda giunta di Renzo Tondo. La legge ne imponeva almeno tre. Un tris rosa in omaggio alle quote. Ma, certo, non vieta va che fossero tutte triestine: Sandra Savino (Forza Italia), Alessia Rosolen (An) e Federica Seganti (Lega Nord). Il debutto avvenne il 22 aprile 2008. Le tre signore della politica si misero in posa nel salone delle feste del Palazzo della Regione di piazza Unità sotto il ritratto di Sissi (nella foto). «Seganti disinvolta, Savino imperturbabile, Rosolen imbronciata, quando passa l'ex presidente del consiglio Toni Martini: “Guarda le tre Grazie”. Temerario. Se potessero, assai probabilmente, lo sbranerebbero» si legge nella cronaca del Piccolo. Per loro tre assessorati pesanti: Finanze (Savino), Lavoro (Rosolen) e Autonomie Locali (Seganti). Lo stato di grazia delle tre Grazie triestine non dura a lungo. Nel 2010 con An e Forza Italia fuse nel Popolo delle libertà, nasce Un’Altra Trieste a cui la Rosolen aderisce anche “per amore” del compagno Franco Bandelli cacciato dalla giunta comunale di Roberto Dipiazza. E così quest’ultima viene rimossa dalla giunta Tondo a favore di un’altra triestina, Angela Brandi, 53 anni, pescata dalla segreteria della stessa Rosolen. Un tris rosa tutto triestino che resta confermato in giunta. Dal rimpasto la Seganti addirittura viene premiata con l’aggiunta della delega alle Attività produttive (turismo incluso). Dell’esperienza delle donne assessore resta poco o nulla. La Brandi ha rinunciato. Rosolen e Seganti sono state bocciate dal voto. Solo la Savino, grazie allo sponsor Camber e al porcellum, è riuscita a fare il grande salto. Ora siede a Montecitorio. Una carriera onorevole. (fa.do.)
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