Solo vini e coltelli migliorano in Fvg l’export pre-crisi

Monitor Intesa SanPaolo sul Nordest: rispetto al 2007 sedie ed elettrodomestici i distretti in maggiore difficoltà
Di Massimo Greco

TRIESTE. Se l’export è l’ancora di salvezza per l’economia nazionale e se questo vale per l’insieme del Nordest, stenta invece il rapporto del Friuli Venezia Giulia con i mercati esteri. Il “monitor dei distretti”, a cura di Intesa SanPaolo, documenta l’andamento sfavorevole per 5 cluster sui 7 regionali: le esportazioni sono scese del 10,4%, lasciando sul terreno - come riporta la periodica analisi - 520 milioni.

Ma a determinare ulteriore preoccupazione è il raffronto rispetto al picco raggiunto dall’export regionale nel 2007, prima che deflagrasse la lunghissima crisi in corso: infatti, rispetto a quell’ultimo anno felice, il gap sfiora il miliardo e mezzo. A soffrire di più sono il distretto della sedia di Manzano e quello degli elettrodomestici pordenonesi, che, nel raffronto con quanto esportato nel 2007, hanno perso rispettivamente il 50% e il 40%. Con una flessione superiore al 20%, sempre riferita all’era “aurea” pre-crisi, si posizionano la componentistica e la termoelettromeccanica udinese-pordenonese, il mobile della Destra Tagliamento, il prosciutto di San Daniele. In sostanza, gli unici distretti a essere cresciuti sui mercati stranieri, a dispetto della difficile congiuntura, sono coltelli e forbici a Maniago e i vini friulani.

Per quanto concerne lo specifico andamento del 2012 - argomenta il “monitor” - le peggiori performances sono addebitate a sedie, mobili, ma soprattutto alla componentistica; in terreno positivo gli altri 4 distretti, ma in modo non sufficiente da compensare il quadro generale di un export sceso da quasi 5 a 4,4 miliardi. Hanno tenuto Usa, Polonia, Austria; hanno perso colpi Cina, Arabia Saudita, Russia; in calo anche Germania e Francia, le piazze più importanti.

Annotazione favorevole invece per il polo tecnologico triestino, che ha esportato 139 milioni (+3,8%) ed è l’unico cluster hi-tech triveneto ad aver migliorato il risultato rispetto al 2011.

Guardando all’intera mappa geoeconomica nordorientale, il sistema distrettuale del Veneto è andato bene, avendo esportato il 3% in più: un dato trainato soprattutto dalla moda (occhialeria di Belluno e oreficeria di Vicenza) e dall’agro-alimentare (specialmente veronese). Zoppicano invece il tessile trevigiano, le scarpe e il mobilio in stile veronesi.

Vini, mele, legno hanno movimentato positivamente il bilancio dei distretti trentino-altoatesini.

Un 2013 ancora in trincea, l’export come unica terapia per l’economia, i mercati extra-europei come principale risorsa: è il commento del direttore Nordest di Intesa SanPaolo, Omar Lodesani.

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