«Soluzione Bailey» per il ponte Cucchini

GRADO. Tutti contro la chiusura del ponte sul canale Cucchini. I disagi per i residenti, ma anche per quelli di Fiumicello che esercitano la loro attività in zona Fossalon sono enormi. Decine e decine di chilometri da percorrere in più e su strade che, per le grandi macchine agricole, sono pressoché impercorribili e in parte vietate. Un vero e proprio disastro. Il disagio spinge a fare quadrato e a chiedere che l’attuale manufatto venga eliminato, poggiandone uno prefabbricato sul modello Bailey utilizzato dall’esercito durante le emergenze. E quella del ponte Cucchini, dai diretti interessati, è ormai un’emergenza.
A intervenire sulla questione della chiusura è la Coldiretti della più grande area agricola della provincia di Gorizia, quella di Fossalon. Portavoce il presidente Jhobpaul Delbello che definisce la situazione «inaccettabile». E sciorina le criticità: «Oggi siamo obbligati ad arrivare sino in zona Due Fiumi e qui a svoltare per dirigerci verso Isola Morosini - racconta - Un giro vizioso, lungo, su strade strette e pressoché impercorribili tanti sono i buchi che si incontrano». Delbello aggiunge che queste alternative sono del tutto impercorribili per i mezzi agricoli superiori ai 35 quintali (c’è lo specifico divieto). Un’ulteriore problematica. Perché quando saranno ultimati i lavori di ristrutturazione del ponte a quanto pare (ma viene data per scontata) in ogni caso i mezzi agricoli più grandi e pesanti non vi potranno transitare. Si tratti di mezzi che si dirigono agli essiccatoi e altri impianti di Fiumicello e non solo. Accade anche viceversa da parte di agricoltori friulani che si recano nei propri terreni adiacenti la strada provinciale per Monfalcone.
Il presidente della Coldiretti di Fossalon chiede pertanto alla Provincia un’immediata risoluzione del problema. Ricorda ancora Delbello che c’era stato un periodo durante il quale pareva che il collegamento potesse venir fatto addirittura attraverso due ponti (uno da realizzare ex novo davanti al Napoleone) ma come talvolta capita, anche per le diverse influenze politiche, oggi non ce n’è nemmeno uno. Tra l’altro per il secondo ponte, più grande, la Regione aveva anche erogato uno specifico e sostanzioso contributo ma poi la Provincia, per varie problematiche insorte, aveva dirottato i fondi per altri interventi. È proprio la Provincia di Gorizia e non quella di Udine a doversene occupare. Il Comune di Fiumicello è già intervenuto sulla questione, ma quello di Grado con il commissario straordinario, Claudio Kovatsch, non è certamente da meno e sta seguendo da vicino tutta la vicenda che interessa in particolare il mondo agricolo e non solo.
Oltre il piccolo ponte, in territorio gradese (sul lato sinistro della strada), ci sono abitazioni private di residenti nel Comune di Grado e anche alcune attività che oggi sono in seria difficoltà.
@anboemo
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Il Piccolo








