Sono 46 gli “appiedati” di Eaton Rosolen lancia un tavolo urgente

L’assessore: «Isolati e marginali i casi di mancata risposta degli operai. Manterremo il supporto»
Silvano Trieste 2018-02-12 Regione Piazza Oberdan, Presidio lavoratori Eaton
Silvano Trieste 2018-02-12 Regione Piazza Oberdan, Presidio lavoratori Eaton



Alla fine il numero è saltato fuori: sono 46, su complessivi 154 lavoratori rimasti sulla strada dopo la decisione della multinazionale americana di chiudere due anni fa la Eaton, gli ex dipendenti di via dei Bagni nuova senza una ricollocazione. E ora senza neppure la Naspi, cioè l’indennità di disoccupazione a progressiva riduzione. Fonte del dato è la Regione. L’ente, attraverso l’assessorato al Lavoro, prosegue nel monitoraggio delle posizioni dopo che la fabbrica monfalconese da azienda leader nella produzione di valvole per auto – 25 milioni di pezzi l’anno, nel periodo apicale – era diventata nel 2018 uno stabilimento non più redditizio e quindi per la proprietà da dismettere.

Appare evidente, agli occhi della Regione, che «la situazione dei lavoratori ex Eaton si protrae ormai da molti anni». A partire dall’insediamento della giunta Fedriga, l’assessore Alessia Rosolen asserisce di aver rivolto un’attenzione «costante» al caso, attraverso uffici e centri per l’impiego. E di aver seguito le persone nella ricerca di un’occupazione con «azioni mirate a ottenere colloqui in altre aziende del territorio» e con «proposte formative». «Capiamo il disagio e lo stato psicologico di alcuni ex operai – rimarca Rosolen –, specialmente nel frangente particolarmente delicato e complesso dovuto alla pandemia e alle sue ricadute, in termini lavorativi e personali». Un monitoraggio a cadenza «praticamente mensile» quello condotto dalla Direzione Lavoro. «Siamo partiti – sempre l’assessore – da 154 lavoratori da ricollocare (tra cui pure figure prossime alla pensione, ndr) e ora vi sono circa 40 profili ancora da collocare. Va segnalato l’impegno dell’amministrazione regionale, dei sindacati e dei lavoratori stessi che hanno dimostrato una forte volontà di iniziare un’altra esperienza lavorativa o formativa, mettendosi in gioco completamente in maniera sana e costruttiva». «È pur vero, a margine, che vi sono stati alcuni casi di rifiuti di proposte di lavoro o alcune situazioni di lavoratori che non si sono presentati o sono risultati irreperibili alle chiamate delle agenzie – precisa – ma si tratta per lo più di casi isolati e marginali». Dunque un riconoscimento alle legittime proteste degli ex Eaton, costretti a subire le critiche di chi considera la loro condizione di inattività frutto di refrattarietà, infatti l’altro giorno una trentina degli operai si era fatta viva per smentire con sdegno la velata accusa di “fannullaggine”. «Attraverso la misura sperimentale di accompagnamento intensivo alla ricollocazione – prosegue Rosolen –, presentata a maggio 2019 a una platea di 107 lavoratori, 40 ex Eaton hanno partecipato al laboratorio e 16 hanno sottoscritto l’adesione al progetto. Dall’avvio del percorso, poi, fra i 13 lavoratori presi in carico dalle agenzie, 11 hanno avuto successivi contratti alla presa in carico e 6 sono tutt’ora occupati». Ma ancora uno sforzo si deve fare, così l’assessore convocherà a inizio ottobre «tutti gli ex Eaton per confermare il forte sostegno regionale, mai mancato». –

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