Sopralluogo alla casa del delitto Duca non ricorda quegli attimi

Il pm vuole interrogare il marito di Marinella Maurel, ma lui è in stato confusionale Inquirenti e medico legale andranno nell’abitazione per ricostruire le fasi della lite

/ aquileia

Un sopralluogo nella villetta in cui Marinella Maurel, pensionata di 66 anni, la sera di martedì 22 settembre è stata accoltellata a morte al termine di una lite con il marito Livio Duca, coetaneo, in carcere con l’accusa di omicidio volontario aggravato. A disporlo per i prossimi giorni, al civico 11 di corso Gramsci ad Aquileia, è stata la Procura di Udine.

L’obiettivo dell’accertamento tecnico, come spiega il procuratore capo Antonio De Nicolo, è quello di ricostruire quanto più fedelmente possibile, anche attraverso la mappatura delle tracce di sangue, la dinamica omicidiaria, stabilendo dove sia nata la discussione fra i coniugi e come si sia sviluppata, per questo, al sopralluogo parteciperà pure il dottor Carlo Moreschi, il medico legale che ha effettuato l’autopsia sul corpo della donna.

«Anche se ha già formulato una prima risposta – commenta il procuratore capo – il medico legale avrà 60 giorni per depositare la propria perizia: si tratta di accertamenti che richiedono tempo». L’esame, comunque, ha confermato le ipotesi degli inquirenti evidenziando che è stato un unico fendente, sferrato alla base del collo, a uccidere la donna. Capire a che punto della lite e perché sia stato inflitto, però, è tutt’altra storia.

Le dichiarazioni raccolte fra parenti e conoscenti della coppia, pur confermando le tensioni che esistevano fra i due, non hanno consentito di fare chiarezza sui numerosi interrogativi che ancora incombono sulla vicenda.

Né è servito a scioglierli l’interrogatorio di garanzia cui è stato sottoposto Livio Duca, che dal reparto di Cardiochirurgia di Udine, dove era stato ricoverato in seguito a un malore che lo ha colto alla stazione dei carabinieri di Palmanova poco dopo l’arresto, è stato trasferito in carcere. All’udienza con il Gip del tribunale di Udine Andrea Odoardo Comez, infatti, Duca, assistito dal suo avvocato Irene Lenarduzzi, ha deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere.

Potrebbe essere sentito la prossima settimana dal sostituto procuratore Maria Caterina Pace, titolare del fascicolo. «La collega vuole essere certa che sia in condizioni di reggere l’interrogatorio» chiarisce il procuratore. Ma l’avvocato Lenarduzzi, difensore dell’uomo, che ha già chiesto una perizia psichiatrica sulla capacità di intendere e di volere del suo assistito al momento del fatto, si riserva di valutare se Duca sia in grado di essere sentito.

«Al momento si trova in uno stato confusionale e ricorda a fatica – ammette il difensore –. È in preda a tristezza, dolore e pentimento, non riesce a focalizzare quanto è successo».

«L’uomo temeva di cadere economicamente in disgrazia – chiarisce il procuratore – e forse quel disagio che si era manifestato da tempo si è aggravato nel periodo del lockdown. Stiamo verificando nella cerchia dei conoscenti se la donna avesse mai confidato a qualcuno timori per questa situazione e per le eventuali reazioni del marito» conclude.

Intanto ad Aquileia, dove si attende che vengano fissati i funerali, il cordoglio della comunità e dell’amministrazione comunale si sono tradotti in un’iniziativa di alto valore simbolico che si è tenuta dinanzi al municipio martedì sera. «Un’iniziativa di raccoglimento e di riflessione – chiarisce il sindaco Emanuele Zorino – che testimonia l’impegno e la solidarietà dell’intera comunità». —

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