Sorveglianza mensa assicurata a San Pier

Dopo i disagi dello scorso anno, l’istituto comprensivo ha inoltrato la richiesta per tempo e l’ente ha finanziato il servizio

Laura Blasich / san Pier

Sono 10.700 gli euro che il Comune di San Pier d’Isonzo ha stanziato in questi giorni per garantire il servizio di sorveglianza degli alunni della primaria del paese durante la consumazione del pasto nella mensa scolastica e quindi l’attivazione del tempo prolungato. A fronte di una richiesta giunta quest’anno decisamente per tempo da parte della dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo “Verni” di Fogliano Redipuglia, in cui le scuole di San Pier rientrano e cui spetta attivare il servizio, la giunta ha dato il via libera alla concessione del contributo, aumentato di 700 euro rispetto a quello erogato all’inizio dell’anno scolastico 2019-2020. A fronte forse anche del cambio di dirigente (l’attuale, Martina Arich de Finetti, è entrata in servizio il 1° settembre dello scorso anno), nel 2019 la richiesta ufficiale della scuola è stata del 9 settembre e la delibera di giunta del 18 settembre. Nonostante l’istituto abbia cercato di accelerare il più possibile i tempi di individuazione del personale esterno addetto alla sorveglianza, il servizio mensa e il tempo prolungato lo scorso anno sono iniziati solo il 7 ottobre. Tra le rimostranze dei genitori e, soprattutto, le proteste del gruppo di minoranza San Piero idee in Comune, giunto a chiedere la testa del sindaco Riccardo Zandomeni.

Come rilevato dall’amministrazione, i tempi di risposta dell’ente sono stati in linea con quelli dell’anno precedente (domanda dal comprensivo “Verni” il 5 settembre con delibera di stanziamento dei fondi l’11 settembre). Andato più indietro nel tempo, invece, nell’anno scolastico 2013-2014 la richiesta fu invece del 2 luglio e la delibera del 18 novembre con prima campanella il 12 settembre. Il gruppo di minoranza dal canto suo lo scorso anno aveva posto l’accento sul disagio provocato ai genitori, avvisati dell’ulteriore slittamento dell’orario definitivo in ritardo tramite una comunicazione fornita direttamente agli alunni, ai gestori della mensa e al personale docente. Da parte della nuova dirigente era quindi arrivato l’impegno a «muoversi per tempo il prossimo anno, salvo il fatto di poter ragionare su una trasformazione del tempo prolungato in tempo pieno, ovviamente a fronte del consenso delle famiglie» . Il passaggio al tempo pieno consentirebbe di eliminare, per la dirigente, incertezze e intoppi, perché a quel punto a occuparsi della sorveglianza in mensa sarebbe uno dei due insegnanti assegnato alla classe. —

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