Sostegni taglia affitti per 306 famiglie Escluse 45 domande prive dei requisiti

Partita di oltre 505 mila euro che al finanziamento regionale vede aggiungersi la quota del Comune aumentata del 20%
Bumbaca Gorizia Panoramiche di Gorizia dal castello
Bumbaca Gorizia Panoramiche di Gorizia dal castello



Se una casa, un tetto sopra la testa, oggi come sempre del resto, è un’esigenza primaria, vitale, allora possiamo decisamente definire “fondamentale” la posta da oltre mezzo milione di euro che sta per essere distribuita in questi giorni a centinaia di goriziani.

La somma – che ammonta per la precisione a 505.779,82 euro, oltre trenta mila in più rispetto a quelli a disposizione nel 2019 – è quella relativa ai tanto attesi fondi “taglia-affitti”, boccata d’ossigeno per tante famiglie che hanno presentato una domanda di sostegno. In totale il bonus, riservato ovviamente ai nuclei in possesso di un indicatore Isee basso (determinato dall’apposito bando che viene pubblicato anno dopo anno dal Comune) interessa quest’anno 306 nuclei familiari, visto che delle 351 richieste pervenute non ne sono state accolte 45 perché prive dei requisiti di accesso al beneficio.

Pur se in lieve flessione rispetto alle cifre del 2019 – quando le istanze complessive presentate furono ben 386, di cui 367 vennero accolte –, i numeri sono ormai da anni sostanzialmente stabili su quote molto elevate, a testimonianza dello stato di necessità e difficoltà che riguarda moltissime famiglie goriziane. Non aiutate, di certo, dalla crisi economica che questo 2020 segnato dalla pandemia di Covid rischia soltanto di acuire. Della somma totale di poco meno di 506 mila euro, 422 mila euro sono coperti da fondi della Regione, mentre la quota restante di 83 mila euro è garantita da un contributo aggiuntivo del Comune, che negli ultimi anni è cresciuto costantemente fino a toccare ora il 20% della cifra stanziata dall’amministrazione regionale.

«Si tratta di un intervento ormai consolidato, che rappresenta un aiuto importante per le famiglie in difficoltà», sottolinea il sindaco Rodolfo Ziberna, annunciando anche possibili novità per il futuro, a fronte dei danni all’economia causati dalla pandemia. «Fino a ieri tanti lavoratori, a partire da commercianti e artigiani, con le loro attività oltre a mantenere la famiglia riuscivano a pagare affitti e mutui, cosa che oggi non riescono più a fare a causa di limitazioni e chiusure – dice –. E non basteranno certo i ristori del governo a risolvere questi problemi. Quindi, sarà necessario rendere più articolato il bando affitti, in moto tale da consentire anche ad altre tipologie di persone di accedere a questi contributi oppure effettuare interventi mirati». Un fronte sul quale si sta lavorando comunque da tempo, visto il sensibile aumento di persone in difficoltà che si rivolgono al Comune. «Che, per fortuna, fornisce un’ampia gamma di servizi a sostegno delle famiglie – dice l’assessore al Welfare Silvana Romano –, e nel caso della pandemia penso ad esempio anche ai contributi economici per le spese primarie. Ma se questa situazione dovesse perdurare il rischio di nuove povertà diventerà una certezza. Per questo dovremo essere pronti a intervenire anche nei confronti di chi, fino a ieri non aveva alcun bisogno di rivolgersi al Comune». Tornando invece al bonus affitti, i numeri complessivi delle risorse messe in campo nel recente passato e nel presente sono imponenti. Negli ultimi 14 anni, infatti, Regione e Comune hanno sostenuto quasi cinquemila richieste, per oltre 7 milioni di euro di contributi. —

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