Sottrasse 370mila euro al Comune di Gradisca, patteggia la pena a 2 anni

Il rito alternativo concesso dalla Procura dopo che l’ex responsabile dei servizi finanziari di Palazzo Torriani ha restituito con gli interessi l’intera somma. Si chiude anche l’inchiesta aperta dalla la Corte dei conti
Di Franco Femia

GRADISCA. L’ex responsabile del Servizi finanziari del Comune di Gradisca, Ermenegildo “Gianni“ Toso, ha patteggiato la condanna a 2 anni di reclusione con la condizionale. Toso era imputato di peculato per aver sottratto al Comune di Gradisca circa 370mila euro. Il pubblico ministero Michele Martorelli, che aveva coordinato le indagini svolte dalla Guardia di finanza, ha acconsentito al patteggiamento dopo che Toso, assistito dall’avvocato Guido Jesu del foro di Udine, ha restituito il maltolto compresi gli interessi per una somma complessiva di poco superiore a 400mila euro. Di questi una tranche di 123 mila euro l’aveva restituito già un anno fa poco dopo che era scoppiato il caso.

La condanna è stata applicata ieri in camera di consiglio dal giudice delle indagini preliminari del tribunale di Gorizia Paola Santangelo. La restituzione dei soldi porta alla chiusura anche dell’indagine aperta dalla Corte dei conti per il danno procurato alle casse comunali del comune isontino.

La vicenda era venuta alla luce un anno fa quando l’amministrazione comunale di Gradisca aveva inviato un esposto-denuncia sia alla Corte dei conti che alla Procura della repubblica. La decisione era stata presa dall’esecutivo dopo aver accertato che qualcosa non quadrava nei conti comunali. In particolare, secondo gli accertamenti, Toso si intascava i soldi che erano destinati al pagamento delle fatture di alcune ditte che lavoravano per il Comune isontino.

In attesa che la magistratura facesse il suo corso, Toso veniva spostato a un’altro ufficio del Comune ma poche settimane più tardi, messo difronte alle sue responsabilità, dopo aver concordato la restituzione in tre tranche di 123mila euro, si dimetteva. Le indagini portavano poi alla scoperta che l’ammanco complessivo era di quasi 370 mila euro. Toso fin da subito aveva promesso che avrebbe restituito quanto dovuto anche per evitare conseguenze peggiori sul fronte dell’inchiesta penale e di quella della magistratura contabile. La somma veniva restituita lo scorso mese e solo allora il Comune di Gradisca aveva informato la Procura.

La notizia dell’indagine che aveva coinvolto un anno fa Toso aveva creato scalpore non solo nell’Isontino ma anche nella Bassa friulana. Toso, ragioniere, 58 anni, risiede infatti a Ruda; è stato consigliere provinciale di Udine (quota Pds) negli anni Novanta e per un periodo ha ricoperto anche l’incarico di presidente del Consiglio di palazzo Belgrado. È stato poi assessore comunale a Ruda ed ex presidente del Ruda calcio. Al momento dello scoppio dello scandalo era revisore dei conti della Provincia di Gorizia anche se il mandato cessava pochi giorni dopo, il 29 luglio del 2012.

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