Spari alla convivente che voleva lasciarlo Il giudice non lo scarcera
Resta in carcere l’avvocato Riccardo Tarotelli, il 41enne accusato di aver sparato lo scorso mercoledì a Berbenno (Sondrio) contro la convivente Jessica Maurovich, 29enne originaria di Trieste, che gli aveva comunicato l’intenzione di rompere la relazione: secondo le indagini dei carabinieri il legale non si rassegnava alla fine del loro rapporto.
Lo ha deciso il gip del Tribunale di Sondrio, Carlo Camnasio, che ha convalidato il fermo operato dai carabinieri su disposizione del pm Stefano Latorre. L’uomo, assistito dal collega Giuseppe Romualdi, si è avvalso della facoltà di non rispondere. È accusato di tentato omicidio aggravato e di sequestro di persona aggravato. Dopo il ferimento della donna si era allontanato con la loro figlioletta nascondendosi in una baita della famiglia per poi consegnarsi ai carabinieri che, con l’aiuto dei familiari, lo avevano convinto a consegnare l’arma legalmente detenuta e a farsi arrestare senza creare ulteriori problemi. La bimba è stata poi affidata a una parente.
Erano stati alcuni vicini, uditi gli spari, a dare l’allarme e a far scattare le ricerche del fuggitivo, alle quali avevano preso parte come detto anche i familiari dell’avvocato. La battuta, a un certo punto, si era concentrata in un’altura dove si trova la baita. L’uomo si era arreso dopo circa 20 minuti di trattativa.
Jessica Maurovich, intanto, è ancora ricoverata in ospedale. Le sue condizioni restano costantemente monitorate, ma non risulta in pericolo di vita. A Trieste la giovane è conosciuta anche per il suo passato di pallavolista nello Sloga. Il padre Giovanni è uno stimato odontotecnico. Proprio lui ha ricevuto la telefonata della figlia che chiedeva aiuto, e da Trieste si è precipitato in Valtellina: «Mi ha chiamato piangendo, implorandomi di raggiungerla al più presto, dicendomi che stava morendo» ha raccontato al quotidiano Il Giorno di Sondrio. —
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