Spesa per cultura e beni storici, il Comune è al top della classifica Fvg

Secondo uno studio della Fondazione Open Polis la città è tra le più virtuose della regione e migliore dei capoluoghi
Bonaventura Monfalcone-11.07.2019 Apertura campionati internazionali vela-Svoc-Monfalcone-foto di Katia Bonaventura
Bonaventura Monfalcone-11.07.2019 Apertura campionati internazionali vela-Svoc-Monfalcone-foto di Katia Bonaventura



Monfalcone si piazza al quinto posto in Fvg per spesa pro capite in cultura e tutela dei beni storici. Sono 157,78 gli euro per cittadino residente che il Comune ha speso nel 2017, dietro solo a Forni di Sopra, Chiusaforte, Verzegnis e Palmanova, ma davanti ai quattro capoluoghi di provincia, ai due grandi poli balneari della regionale, Lignano (tredicesima) e Grado (24esima). Una cifra che pone Monfalcone inoltre al 184esimo posto complessivo in Italia, in base all'analisi effettuata dalla Fondazione Open Polis sul contributo dei Comuni alla tutela e alla valorizzazione di beni e attività culturali.

I dati, come spiega Open Polis, fanno riferimento alla spesa per cassa riportata nell’apposita voce di bilancio. Si tratta di quelle relative alla "valorizzazione di beni di interesse storico" e alle "attività culturali e interventi diversi nel settore culturale", che comprende le spese per le attività culturali e il funzionamento di strutture che non sono di interesse storico, ma hanno finalità culturali. In tutto, in base al Rendiconto di gestione 2017, il Comune di Monfalcone ha speso attorno ai 5 milioni di euro, di cui circa la metà in conto capitale, quindi investendo nella riqualificazione e adeguamento delle strutture, ma anche per l'acquisizione di attrezzature. Le spese di parte corrente sono andate invece a garantire il servizio bibliotecario, dall'orario ampliato, una stagione teatrale sempre ricca e completa, l'attività del Museo della Cantieristica e della Galleria comunale d'arte contemporanea. Grandi contenitori, pensati e nati nel corso degli anni (il teatro è stato aperto nel 1983), a smentire il cliché di Monfalcone città solo industriale. «Siamo la città con il cantiere e non del cantiere», rivendica anche in questo caso il sindaco Anna Cisint che, indubbiamente raccogliendo la consistente eredità del passato, con la sua amministrazione non ha ridotto l'impegno nel settore, anzi. Nel 2018, sempre in base al Rendiconto di gestione, la spesa di parte corrente è aumentata ancora. «La cultura è una volano importante e quindi le scelte sono e saranno coerenti», aggiunge il sindaco, citando innanzitutto il caso del MuCa. «Il museo è stato implementato, nei contenuti e nell'attività - sottolinea Cisint -, dalle mostre ai laboratori, dalle visite guidate alle aperture. Però ora il MuCa è inserito in un circuito di turismo scolastico e con il prossimo anno lo sala in quelli di Promoturismo». Al MuCa e al museo della Rocca nell'arco di un paio d'anni si aggiungerà poi il museo al piano terra del municipio, in cui saranno collocati i reperti di epoca medievale ritrovati con il recupero del palazzo e i mosaici di epoca romana ora custoditi ad Aquileia, mentre la Galleria comunale d'arte contemporanea continuerà il suo rilancio che passa attraverso l'organizzazione di mostre di portata quanto meno nazionale. «Cercheremo di continuare ad allacciare partnership importanti, come quella con Pordenone Legge, che darà i suoi frutti in autunno, senza per questo limitare l'impegno sul teatro, anzi - conclude Cisint -. Continueremo a investire in cultura, perché è un investimento che torna decuplicato, anche in termini di possibilità di occupazione per i nostri giovani». —





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