Stalking, minacciava la ex moglie

La bersagliava di telefonate e sms, la seguiva fino a casa perché era geloso

Si chiama Fabio S. e ha sessant’anni. È un professionista. Non pubblichiamo il cognome completo per tutelare la vittima di questa vicenda e i figli.

Il pm Antonio Miggiani accusa l’uomo di aver perseguitato la ex moglie causandole un grave stato d’ansia e di paura per la propria incolumità. Un’ossessione. Tanto da costringerla a cambiare radicalmente le proprie abitudini di vita. In una parola l’accusa a suo carico è di stalking.

Il pm Miggiani, dopo aver ottenuto il divieto di avvicinamento alla ex, da parte del gip Enzo Truncellito, si accinge a chiedere a carico dell’uomo, il giudizio. Le prove infatti sono circostanziate. L’accusa ha preso corpo dalle numerose denunce della ex moglie. Secondo il pm tutto è nato dalla gelosia. Fabio S. dopo essersi formato il convincimento che la ex, aveva iniziato una relazione con un’altra persona, l’aveva sottoposta a una serie incredibile di persecuzioni.

Era entrato, così è emerso dalle indagini dei carabinieri, addirittura nella memoria del computer della donna e poi aveva anche esaminato le agende. In un’altra occasione aveva controllato i movimenti della donna seguendola fino al posto di lavoro e anche al ritorno a casa. Non erano mancate anche le telefonate «mute» e gli «sms» in cui, secondo le indagini Fabio S. faceva trapelare la gelosia e l’ostilità nei confronti della ex coniuge. Se l’era anche presa con lo scooter della donna. In diverse occasioni aveva tagliato gli pneumatici, danneggiato la sella e staccato il tubo della benzina.

Ma non solo. Dagli accertamenti è emerso che l’uomo aveva anche puntato all’amico-collega della ex moglie. La donna esasperata si era rivolta ai poliziotti del commissariato di San Sabba che si erano messi in contatto con Fabio S. convincendolo a darsi una calmata.

Ma la tregua era durata poco tempo. Perché l’uomo aveva intensificato le azioni di pedinamento. Tant’è che la ex aveva più volte cambiato il percorso da e per il posto di lavoro. Insomma, secondo il pm Miggiani, si era concretizzato in modo sempre più pesante un controllo ossessivo. Appunto una vera e propria persecuzione.

Da qui la richiesta, accolta dal giudice, di allontanamento. Se l’uomo si avvicinerà alla casa della ex moglie, rischia di finire in carcere. Ma ora il procedimento è nella fase finale e il pm si appresta a chiedere il giudizio.

Secondo l'Istat sono oltre sette milioni in Italia le vittime - in gran parte donne - di una violenza fisica e psichica. Quasi tre milioni hanno dovuto sopportare la martellante azione di un persecutore. All'inizio il comportamento è gentile, suadente, ma col tempo diviene maniacale, finalizzato al «sequestro psicologico» della vittima. (c.b.)

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