Stanze, confinati e connessi. Covid-19. Banditi: un diario della Resistenza
Banditi di Pietro Chiodi si può definire un diario della Resistenza, anche se il suo autore nella premessa all'edizione del 1961 lo definisce "un documentario storico nel senso che personaggi, fatti ed emozioni sono effettivamente stati". Anzi dichiara di essere l'unico testimone sopravvissuto di molti dei fatti narrati. Chiodi è stato un importante filosofo, che dopo la guerra ha insegnato all'Università di Torino, ma nel '39 è chiamato alla cattedra di filosofia nel liceo di Alba dove incontra Leonardo Cocito, professore di italiano e latino, fervido antifascista. Ambedue saranno insegnanti di Fenoglio e saranno amici, poi insieme partigiani. Dopo l'inaspettata felicità per la caduta di Mussolini il 25 luglio '43, ecco che la storia prende la sua piega più tragica con l'occupazione tedesca e la repubblica di Salò. I due costituiscono una banda partigiana che agisce fino all'agosto del '44, quando tutti saranno presi e tradotti in carcere. Cocito e altri compagni saranno giustiziati. Chiodi inviato in un campo di lavoro da cui riuscirà fortunosamente a fuggire e rientrare in Italia per riorganizzare la resistenza nell'albese. Avventure drammatiche, successi e sconfitte, grandi amicizie, intermezzi comici animano il libro scritto in prima persona e scandito giorno per giorno come un diario con uno stile da presa diretta, senza fronzoli, con frasi brevi quasi mitragliate. Più ampia la parte centrale degli anni '44-'45 fino alla conclusione con la presa di Torino. Un documento importante diretto soprattutto ai giovani per ricordare loro la difesa sempre vigile della libertà. Ce ne parla la professoressa Carla Riccardi. Stanze è il video magazine dell’Università di Pavia che durante l’emergenza Coronavirus apre virtualmente le aule e i laboratori del suo ateneo per mettere a disposizione di tutti, in una forma semplice e divulgativa, i saperi dei suoi docentiProgetto Stanze.UniPvhttp://stanze.unipv.it/
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