Stanze pronte con il computer ma l’assistente sociale non c’è

La presidente del Comitato per la salvaguardia della sanità di Grado denuncia: «Rallentata la presenza dell’operatrice che invece lavora sul resto del territorio»

/GRADO

Stanze pronte e allestite, perfino un server dedicato ma l’assistente sociale non si vede. La situazione si sta trascinando da un bel po’ di tempo e non trova sbocco nonostante i vari solleciti, non ultimo quello dell’assessore alla Sanità Claudio Gaddi.

Le stanze al secondo piano del distretto (c’è un accordo di comodato d’uso fra Azienda sanitaria e Comune) sono state predisposte e allestite dal personale del Comune e dotate di ogni supporto tecnico. Ma non succede nulla. L’importante punto di riferimento per molti cittadini che hanno bisogno di aiuto e di risposte immediate in questo periodo di totale rallentamento dei servizi rimane inesorabilmente vuoto.

«Mille scuse rallentano la presenza dell’assistente sociale che invece opera sul resto del territorio!». È il Comitato per la salvaguardia della sanità gradese, per tramite di Bianca Lorena Pavani ad affermarlo. Questa è a ogni modo una sola delle tante lamentele e mancanze delle quali i cittadini gradesi sono davvero stufi. Salgono ad esempio le proteste per i tempi troppo lunghi d’attesa per i prelievi. Incredibilmente e in modo assurdo l’iter per i prelievi prevede un’attesa di circa due mesi costringendo chi ha qualche anche piccola urgenza o scadenza di controlli a recarsi fuori dall’Isola, dove i tempi sì e no sono di un paio di giorni per effettuare esami e ricevere risposte, sempre con convenzione.

I gradesi che si recano fuori sede sono tanti e in aumento. «Il tempo di due mesi di attesa – evidenzia il Comitato – è impossibile anche da concepire e abbiamo scoperto che il numero dei prelievi giornaliero è passato dai 40-50 del periodo pre-Covid agli 8-10 attuali. Il tutto mentre le infermiere anziché poter svolgere il loro compito sono invece delegate a fare i guardiani delle presenze e delle distanze delle persone».

Lo stesso disagio si manifesta nel ritiro della impegnative o dei referti dove l’obbligo degli appuntamenti telefonici diventa un’odissea, soprattutto per gli anziani o lavoratori. «Adesso basta scuse – aggiunge il Comitato – non si può dire che i cittadini gradesi non siano bravi pazienti! Da mesi ormai sopportano una situazione di totale rallentamento nelle prestazioni sanitarie che già ai primi di luglio il Comitato per la salvaguardia della sanità gradese aveva denunciato al Direttore sanitario del Distretto di Grado!».

Uno dei pazienti che si è recato al distretto afferma che «per capire quanto poco conti Grado per la Sanità Regionale basta andare un giorno qualsiasi al Distretto Sanitario di via Fiume: il malessere e la protesta palese dei pazienti (che ormai non si possono più definire tali) è fin troppo evidente».—

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