Operazione antidroga a Staranzano: due arresti e sequestro di cocaina nascosta tra la vegetazione

L'intervento della Polizia di Stato di Monfalcone ha interrotto un'attività di spaccio in una zona rurale lungo via Sacchetti. Uno degli indagati trasferito nel carcere di Trieste, per l'altro disposto il divieto di dimora in regione

La Polizia di Stato ha tratto in arresto due cittadini di nazionalità pakistana con l'accusa di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. L'operazione, condotta dagli agenti del commissariato di Monfalcone, si è svolta nel territorio comunale di Staranzano a seguito di una specifica attività di controllo e prevenzione del territorio.

I sospetti e l'appostamento in via Sacchetti

L'attenzione degli operatori di polizia si è concentrata su una zona rurale caratterizzata da vegetazione lungo via Sacchetti, dove era stato notato nei giorni precedenti un insolito e continuo viavai di persone, del tutto anomalo per l'area isolata.

A fronte delle segnalazioni e dei riscontri sul campo, gli agenti hanno allestito un mirato servizio di osservazione e appostamento. Durante il monitoraggio della zona, i poliziotti hanno individuato due uomini intenti ad aggirarsi a piedi tra la boscaglia per recuperare del materiale nascosto.

Il sequestro dello stupefacente e le decisioni del Giudice

L'immediato blitz e la successiva perquisizione dell'area circostante hanno permesso di rinvenire un ingente quantitativo di cocaina, già suddivisa in dosi pronte per essere immesse sul mercato locale dello spaccio.

Tutta la sostanza stupefacente, unitamente al materiale per la pesatura, al necessario per il confezionamento ed a una somma di denaro contante suddivisa in banconote di vario taglio, era stata accuratamente occultata sotto alcune zolle di terra e tra i cespugli.

Al termine dei rilievi di rito, la droga è stata sottoposta a sequestro penale ed i due soggetti sono stati portati in carcere.

Successivamente, il Tribunale di Gorizia ha convalidato gli arresti disposti dalla Procura, applicando la misura della custodia cautelare in carcere presso la casa circondariale di Trieste per uno degli indagati, mentre per il secondo uomo è stata ordinata la misura del divieto di dimora sull'intero territorio del Friuli Venezia Giulia.

In ottemperanza alle garanzie costituzionali e nel rispetto delle norme sul procedimento penale, si ricorda che per le persone sottoposte ad indagini vige la presunzione di innocenza fino all'emissione di una sentenza definitiva di condanna.

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