«State chiedendo troppo a Gradisca»

Sfogo del sindaco Tomasinsig alla riunione in Prefettura. Cinquanta immigrati da Gorizia al Cara

«Ci state chiedendo troppo». Sintetico finchè si vuole ma chiarissimo nella sostanza, il messaggio che il sindaco di Gradisca Linda Tomasinsig e i capigruppo consiliari della cittadina isontina hanno lanciato ieri al Prefetto di Gorizia Isabella Alberti in merito alla situazione del Cara. Un vertice-fiume di 2 ore e mezza al quale hanno preso parte anche l'assessore regionale all'Immigrazione, Gianni Torrenti, ed il questore di Gorizia, Lorenzo Pillinini. E nel corso del quale gli amministratori gradiscani hanno sviscerato tutte le problematiche connesse all'avvenuta riapertura dell'ex Cie, riconvertito ipso facto in struttura di accoglienza per i rifugiati. Le presenze all'ex Polonio si attestano ancora sulle 400 unità, dal momento che al trasferimento di 50 migranti in altre strutture dell'Italia centrale, in queste ore ha fatto immediatamente seguito un nuovo “travaso” a Gradisca di un numero analogo di profughi scoperti da convenzione. La soluzione-Gradisca, insomma, non si sta rivelando affatto temporanea e l'impatto del fenomeno sulla cittadina si sta facendo sentire. «Il prefetto e il questore – ha spiegato al termine del vertice il sindaco Tomasinsig - hanno ribadito che, essendo il Cara una struttura governativa, la soluzione di Gradisca rimane in assenza di alternative quella principale. Noi crediamo invece che si debba iniziare a cambiare questo approccio. Il governo centrale e quello regionale credono in un sistema di accoglienza diffuso e l'assessore Torrenti sta lavorando a questo obbiettivo. Pertanto ci auguriamo che anche le decisioni della Prefettura possano andare verso questa direzione politica ampiamente condivisa”. L'obbiettivo fondamentale per Gradisca, lo hanno ribadito anche i capigruppo di minoranza, è che il numero di ospiti sia riportato quantomeno alla situazione preesistente l'ultima emergenza: vale a dire dimezzato attorno alle 200 unità. E poi andrà garantita la sicurezza. Il questore Pillinini nel corso del proprio intervento ha sottolineato come “il numero di reati ascrivibili ad ospiti del Cara di Gradisca sia prossimo allo zero” ma ha assicurato il costante monitoraggio del territorio. “Non bisogna sottovalutare certi comportamenti degli ospiti che, pur non essendo reati, rischiano di alterare la percezione dei cittadini nei loro confronti” sintetizza Tomasinsig. “Gradisca sinora ha fatto molto in termini di accoglienza – riflette il capogruppo di minoranza Verdimonti – ma la corda non va tirata troppo altrimenti rischia di spezzarsi. I nostri cittadini meritano trasparenza dalle istituzioni, non false promesse su una soluzione come quella del Cara che puntualmente si è dimostrata non essere affatto temporanea. Ora ci attendiamo che alle parole seguano fatti”.

( l.m.)

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