Stazione ferroviaria off limits ai disabili

Il vecchio montascale è stato rimosso perché non a norma. Un progetto di Rfi prevede l’installazione di ascensori in 620 scali
Bumbaca Gorizia -20-07-09- stazione ferroviaria a cormons - Foto di Pierluigi Bumbaca
Bumbaca Gorizia -20-07-09- stazione ferroviaria a cormons - Foto di Pierluigi Bumbaca

CORMONS. Prendere il treno o scendere alla stazione di Cormons per una persona disabile? Letteralmente impossibile a causa della totale assenza di meccanismi e percorsi che possano portare chi vive su una carrozzella dall'entrata ai binari attraverso il sottopassaggio e viceversa: un'impresa titanica, per chi purtroppo soffre di un handicap fisico, riuscire a godere di un diritto come il viaggio su un treno. Il montascale a pedana che era stato posizionato anni fa in stazione per permettere alle persone diversamente abili di scendere il sottopassaggio dall'ingresso e risalirlo per arrivare ai binari, infatti, è stato tolto da qualche mese e mai più sostituito. Una luce in fondo al tunnel, però, si comincia a intravedere: Ferrovie infatti ha già in programma, sebbene non a breve termine, di inserire quella di Cormons tra le 620 stazioni italiane dove verranno fatti lavori di innalzamento dei marciapiedi, installazione di ascensori e di potenziamento tecnologico e infrastrutturale. È quanto infatti l'azienda ha anticipato all'ex candidato sindaco Simone Bressan, che a nome della lista civica di cui è rappresentante (SiAmo Cormons) si è interessato al problema e ha preso carta e penna per scrivere al servizio di reclami di Rfi proprio per chiedere lumi sull'assenza di meccanismi atti ad agevolare il trasporto dei diversamente abili dall'ingresso ai binari, irraggiungibili senza montacarichi. E la risposta di Rfi è arrivata: «Ci hanno risposto in modo molto gentile - spiega Bressan - chiarendoci come purtroppo il dispositivo servoscala è stato in effetti smontato perché non idoneo alle normative attuali, e non sarà più rimontato come tale: ci hanno però anche anticipato dell'intenzione dell'azienda di mettere mano all'infrastruttura generale, all'interno di un progetto che riguarda 620 stazioni italiane in cui è presente anche Cormons. In questo piano, è prevista l'installazione di ascensori che agevoleranno le persone diversamente abili. Attualmente infatti per loro prendere un treno è letteralmente impossibile: non c'è modo, se non sono accompagnati da qualcuno, per arrivare sui binari 2 e 3, quelli da cui arrivano i treni da Udine e Trieste. Idem se una persona con handicap fisico scende a Cormons: rimane letteralmente bloccato sul marciapiede tra i due binari, perché non c'è modo per lui di scendere il sottopasso se si trova su una carrozzella. Un problema non di poco conto, che ci auguriamo venga risolto nei prossimi mesi grazie a questo progetto di Rfi all'interno del quale la stazione di Cormons è compresa». Bressan quindi chiede un impegno preciso da parte dell'amministrazione comunale: «L'idea che la fermata ferroviaria possa chiamarsi Cormons-Collio è interessante - è il preambolo - ma i problemi veri come possiamo notare sono ben altri: l'amministrazione Felcaro lavori affinché la nostra stazione possa essere presa in considerazione tra le prime da Ferrovie per l'opera di riqualificazione. Ben vengano cartelli di promozione turistica, ma le necessità e i diritti dei diversamente abili vengono prima». Chiosa con un commento: «Nel 2018, l'idea che una stazione ferroviaria così centrale per tanti Comuni dell'Isontino e della provincia di Udine come Cormons sia letteralmente inutilizzabile da chi vive su una carrozzina, non è francamente accettabile. È una questione di diritti primari non negoziabili».

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