Stazione Rogers, ultimatum per il centro d’arte
Il Comune attende fino al 15 febbraio, poi subentrerà l’ipotesi dell’autonoleggio
Hanno vinto il concorso di idee ma poi hanno scoperto di non avere i soldi per realizzare il progetto da loro stessi presentato. Costerebbe 250 mila euro. Il Comune li aspetta, perché la loro idea architettonica e di uso era gradita: trasformare la ex stazione di servizio di Riva Grumula firmata da Ernesto Nathan Rogers e vincolata dalla Soprintendenza in un piccolo e moderno centro turistico-espositivo ceduto per 10 anni in comodato gratuito dall’amministrazione (costi di gestione previsti: 50 mila euro all’anno con obbligo di ingresso gratuito per il pubblico).
Ma l’attesa, conferma l’assessore ai Lavori pubblici Franco Bandelli, adesso ha una scadenza non più prorogabile: il 15 febbraio 2008. Bandelli alla fine si risolve anche a spiegare perché questa tante volte annunciata ristrutturazione non parte mai. «Chi ha vinto ha scoperto poi di avere difficoltà economiche». Dietro l’associazione c’erano Giuliana Carbi e Trieste contemporanea, Lorenzo Michelli con ComunicArte, e gli architetti Luciano Semerani e Gigetta Tamaro. Un bel terzetto di buona cultura triestina, di cui a oggi sarebbero rimasti solo due dei tre soci «che forse - prosegue l’assessore - hanno trovato i fondi».
Ma stavolta davvero, se la data del 15 febbraio non fosse risolutiva, calcolando che nel frattempo la piccola costruzione d’autore è già stata «vandalizzata» da ragazzini (che il Comune ha per punizione mandato a fare assistenza nelle case di riposo tramutando in lavoro sociale l’ammenda per danni) non ci saranno ulteriori deroghe. Da tempo il secondo classificato nel concorso d’idee, che ha proposto una ristrutturazione finalizzata all’apertura di un autonoleggio, è tenuto all’erta dal Comune perché potrebbe subentrare in caso di rinuncia dei numeri uno. Arte o autonoleggio? Una bella differenza.
Ma Bandelli risponde: «Questo non è un problema, all’ex stazione Rogers vanno bene entrambe le attività, ma noi eravamo assolutamente più favorevoli alla prima, e anche più convinti qualitativamente del progetto di restauro». Così, aspettando chi vuole fare ma non può, se ne è andato un anno: l’esito del concorso di idee risale ai primi giorni del dicembre 2006.
g. z.
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