Stop tagli alla sanità, la mobilitazione del Pd
Un tavolo permanente composto dai componenti della commissione welfare e dai vertici dell’Aas al fine di «definire le azioni da intraprendere e deputato al monitoraggio dell’offerta sanitaria, a garanzia di un’erogazione omogenea, equa e efficiente delle cure territoriali e ospedaliere ai cittadini del Distretto Alto Isontino».
Il Pd si mobilita. E lo fa attraverso una mozione sottoscritta da Adriana Fasiolo, Marco Rossi, David Peterin che approderà oggi (inizio alle 17) all’attenzione del Consiglio comunale. Non solo aeroporto, dunque. Al quinto punto all’ordine del giorno c’è la mozione Fasiolo che punta il dito sulla nuova rimodulazione dell’assetto organizzativo delle aziende sanitarie che «crea inevitabilmente una situazione - si legge nel documento - di grave incertezza e destabilizzazione degli operatori, già sottoposti nel recente passato all’onere gravoso dell’integrazione e ricomposizione dei servizi fra le ex Ass 2 e Ass 5».
Secondo il Pd, «ad oggi non vi è nessuna chiara progettualità che valorizzi l’offerta di servizi, continuando a perpetrarsi la carenza di infermieri sul territorio, di fisioterapisti, mancando una rete assistenziale a garanzia di risposte adeguate per la popolazione più fragile (hospice e altro) in un’area territoriale caratterizzara da un’elevata presenza di popolazione anziana». A parlare sono i numeri. A Gorizia, ci sono 2.288 ultrasettantacinquenni che abitano da soli e circa 6.500 che vivono in famiglia o con altre persone. Chiaro che la richiesta di assistenza e di servizi sale e continuerà a salire. Non secondaria, la necessità impellente di favorire la progettualità sanitaria in campo transfrontaliero.
Fasiolo, che di professione è medico di medicina generale e figura di spicco della Fimmg, ricorda nella mozione che l’accorpamento con Trieste «ha, di fatto, soppresso ogni autonomia funzionale e gestionale della sanità isontina, non avendo più la stessa il requisito essenziale dell’autonomia, ovvero la personalità giuridica». «La realtà sanitaria isontina - sottolinea . storicamente ha espressp risultati di efficacia ed è stata la prima in regione a vedere ridimensionata l’offerta ospedaliera attuando la chiusura delle sedi periferiche di Grado e di Cormòns nonché la riconversione del centro di riabilitazione del San Giovanni di Dio in nosocomio per acuti». —
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