Lo straziante saluto a Mickey Cucit, morto a 30 anni sulla strada del Preval
Celebrati i funerali del trentenne morto in un incidente stradale. Tanti i ricordi: «Ci manca il tuo sorriso»

Dolore struggente. Lacrime. Incredulità. In una Gorizia baciata dal sole ma sferzata dal vento gelido e devastata da un lutto tremendo. Perché morire così giovani, nel fiore della vita, è inconcepibile.
Una folla sabato ha voluto dare l’ultimo saluto a Mickey Cucit, il trentenne morto nei giorni passati in un tragico incidente stradale in località Preval, fra i Comuni di Mossa e di Capriva del Friuli.

La chiesa di Sant’Ignazio, pur molto grande, non è riuscita a contenere tutte le persone presenti. Tanti sono rimasti in piedi. Qualcuno non è riuscito nemmeno ad entrare. Ciò a riprova che il giovane era molto conosciuto, vista anche la sua pluralità di interessi.
La celebrazione è iniziata con un ricordo di Mickey, della sua vita, delle sue passioni per l’ambiente che coincidevano con la sua professione di funzionario dell’Arpa Fvg. «Ti avevo chiesto di essere mio testimone di nozze ma ci sarai lo stesso – uno dei ricordi –. Ci hai lasciato un vuoto incolmabile. Sembra un brutto sogno non poter più rivedere il tuo sorriso. Descriverti in poche parole è impossibile. Ci mancano i tuoi sorrisi e i tuoi scherzi. Condividevamo la passione per le escursioni: la montagna non sarà più la stessa».
Un ricordo l’ha voluto tratteggiare anche il consigliere e ex assessore comunale Antonio Devetag, anima di Gorizia 3.0, il gruppo di cui Mickey aveva fatto parte. «Da quel giorno - ha dichiarato con un filo di voce - la nostra spensieratezza è svanita. Un mio ricordo? Era un entusiasta, era una persona di una gentilezza rara, non l’ho mai sentito parlare male di nessuno». Poi, si è rivolto direttamente a Mickey: «Sei sempre stato presente. Hai sempre regalato un sorriso e una parola gentile. Non lasceremo mai solo Kevin, tuo fratello», la sua promessa.
Nei ricordi di tutti, prima dell’omelia, è emersa la dedizione al lavoro, il desiderio di fare gruppo, la voglia di fare di Cucit. È stato letto un ricordo dei suoi colleghi dell’Arpa. «Mickey mancherà per i suoi gesti semplici. Mancherà perché era sempre propositivo. Porteremo avanti ciò che ha seminato nei nostri cuori. Ciao collega, ciao amico. Buon viaggio». Voci rotte dal pianto. Una commozione immensa.
Il chirurgo Adelino Adami ha dato voce al dolore del Comitato Andos (Associazione donne operate al seno) di Gorizia. Ha confessato che il dolore provato in questi giorni «ci annichilisce. L’Andos ti ha visto crescere. La tua presenza era terapeutica perché simboleggiava l’attaccamento alla vita. Tu e tuo fratello Kevin (il fratello gemello, ndr) avete passato molto tempo con le signore che imparavano i vostri nomi, essi stessi simbolo di un mondo che si apriva e cambiava, ed era un gioco festoso imparare a riconoscervi tanto eravate simili».
Don Nicola Ban, nell’omelia, ha tratteggiato la sua figura. «La vita va vissuta intensamente. In questi momenti siamo avvolti da rabbia e tristezza ma la morte non è l’ultima parola. Solamente nella condivisione possiamo trovare la speranza per affrontare questo momento difficile. Camminiamo insieme. Mickey continuerà a vivere nei ricordi dei parenti, degli amici, dei compagni di Università, dei colleghi».
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