Studenti e pendolari stipati come sardine nei bus di Apt

Scuola al via, ma non ci sono ancora le corse dedicate ai ragazzi. Situazione pesante sulla tratta Grado-Monfalcone. Impossibile rispettare la sicurezza

Antonio Boemo

Luigi Murciano

Primi giorni di scuola ai tempi del Covid. E i nodi, anche nell'Isontino, vengono al pettine. In primis, e lo si temeva, quello dei trasporti pubblici. Con le corriere dell’Apt che - in conseguenza delle misure anticontagio - possono viaggiare come noto solo all’80 per cento dell’abituale capienza (e al 100 per cento in caso di tratte non superiori ai 15 minuti).

Percentuali e paletti posti dal legislatore ma che paiono piuttosto difficili (impossibili?) da rispettare con il bilancino, nonostante l'autentico superlavoro cui sono sottoposti in queste ore i tecnici del Movimento operativo di Apt.

Tante le segnalazioni pervenute al nostro giornale dopo i primi due giorni di lezioni, così come alcune proteste e quesiti sono comparsi sugli immancabili social. In effetti, perlomeno nelle prime 48 ore di scuola goriziana in era Covid, i mezzi letteralmente traboccano.

Il "bollino rosso" si è riscontrato soprattutto fra le 12 e le 14, al rientro degli studenti degli istituti superiori da Gorizia verso i propri paesi. I pro: nessuno è rimasto a piedi, come avvenuto invece in tante altre città italiane.

I contro: evitare i famosi assembramenti pare decisamente un'impresa, almeno finchè il sistema non andrà a regime. Ci vorrà ancora qualche settimana. I primi ad essere perplessi, ed al tempo stesso i più rispettosi delle regole, alla fin fine sono stati proprio loro: gli studenti, che generalmente indossano diligentemente la mascherina pur chiedendosi che ne è sui pullman del distanziamento sociale richiesto loro a scuola.

Disagi segnalati anche dagli studenti pendolari di Grado. Alla faccia dell’occupazione all’80 per cento e del mantenimento del distanziamento sociale.

La corriera che da Grado parte pochi minuti prima delle 7 diretta a Monfalcone, l’altra mattina era talmente piena che tanti passeggeri hanno dovuto viaggiare accalcati e in piedi. Da Grado Pineta in poi chi saliva a bordo del pullman non aveva la possibilità di sedersi.

Studenti e genitori sono veramente stufi dell’andazzo che è iniziato il 7 settembre scorso quando sono cominciate le lezioni al liceo scientifico Buonarroti.

La questione sta nel fatto che non si tratta di un mezzo riservato unicamente agli studenti, ma della normale corsa che imbarca in particolare in piazza Carpaccio gli operai che si recano a lavorare al cantiere o in altre azienda di Monfalcone.

Ma anche gli altri studenti gradesi che si recano al Bem di Staranzano.

Se fino allo scorso anno in qualche maniera, non essendoci restrizioni ci si accontentava, quest’anno la situazione sta divenendo impossibile.

Dunque un pullman misto all’interno del quale quasi certamente ci sono anche altri passeggeri che si recano a Monfalcone per i più svariati motivi.

Ecco così che gli studenti diretti a Monfalcone sono costretti a fare anche un giro vizioso: a parte le varie fermate nell’isola e altre ancora lungo il percorso, il mezzo porta poi gli studenti a Staranzano; poi dirige ai cantieri per sbarcare gli operai.

Appena dopo gli studenti del Buonarroti, per fare un esempio, posso raggiungere la scuola a Monfalcone. Studenti e loro genitori, sono veramente arrabbiati e qualcuno l’altra mattina ha anche lanciato l’idea di non salire per niente sul pullman dell’Apt rinunciando alle lezioni.

Insomma una sorta di sciopero del bus perché in questa maniera le attenzioni anti Covid proprio non ci sono e la foto lo dimostra chiaramente. O l’Apt mette in servizio due pullman o deve trovare altre soluzioni.

Uno studente che ieri mattina si è trovato a viaggiare in piedi ha semplicemente affermato «in ogni caso è una vera e propria vergogna».

E c’è anche un altro problema. In parte gli studenti hanno l’abbonamento in tasca ma altri non ancora ma in questo caso non è colpa dell’Apt: i genitori stanno attendendo, infatti, la conferma dello sconto del 50 per cento che, pur se le domande sono state regolarmente presentate, non è ancora arrivato.

Nel frattempo gli studenti sono costretti ad acquistare i biglietti singoli pagandoli per intero. —

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