Stuprò una paziente durante un convegno

Rinviato a giudizio Gino Falcone, operatore per le strutture di salute mentale e regista alternativo
Lasorte Trieste 10/09/09 - Via delle Linfe, Scoppio, Baldovino
Lasorte Trieste 10/09/09 - Via delle Linfe, Scoppio, Baldovino

Si chiama Gino Falcone e ha 48 anni. È un operatore delle strutture di salute mentale e, come risulta dai siti web, si occupa anche di cinema sia come regista che come produttore di pellicole alternative.

A suo carico atti innominabili su una paziente. Lei era confusa e lui, secondo l'accusa le ha alzato la gonna e le ha accarezzato le gambe e l'inguine e poi ha proseguito. L’uomo è stato rinviato a giudizio per violenza sessuale. È accusato di stupro. È ritenuto responsabile di una serie di episodi da brivido che è iniziata a Trieste durante un convegno avvenuto nel febbraio del 2007 al quale hanno partecipato gli operatori del dipartimento di salute mentale. Poi, secondo le indagini, ci sono stati altri incontri con la vittima che sono proseguiti fino a tutto il mese di agosto di quello stesso anno.

A disporre il rinvio a giudizio è stato il giudice Guido Patriarchi che ha accolto le richieste del pm Lucia Baldovin. Il difensore d’ufficio, l’avvocato Sergio Mameli, si è battuto per il proscioglimento dichiarando la completa estraneità del proprio assistito che, secondo il difensore, non ha mai costretto la donna. Ma piuttosto ci sono stati rapporti consenzienti.

Falcone, originario dell’Aquila, comparirà in aula il prossimo 29 ottobre. A suo carico ci sono accuse pesantissime. In particolare quella di aver abusato delle condizioni di inferiorità psichica di una paziente-frequentarice del dipartimento. Ma soprattutto quelle di aver picchiato e morsicato la donna per costringerla a soddisfare i suoi desideri.

Le indagini a quanto si è saputo sono scattate dopo la denuncia presentata dai familiari della vittima. I quali si sono accorti dell’accaduto solo in un secondo momento, ben dopo il convegno di Trieste.

Perché la donna, proprio per le sue condizioni di inferiorità psichica, non si era nemmeno resa conto di quello che era successo. È stato così che sono entrati in azione gli agenti del nucleo di polizia giudiziaria su incarico del pm Lucia Baldovin. E in breve, su disposizione del magistrato, hanno ricostruito per quanto possibile l’inquetante vicenda iniziata durante un convegno a Trieste.

Come detto l’ipotesi di reato è violenza sessuale, perché la donna è psichicamente inferma e non può opporre adeguate difese a simili iniziative, quasi come fosse una bambina di quattro-cinque anni. L'operatore secondo l'accusa, ha quindi approfittato di questa situazione. (c.b.)

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