Su Fb c’è chi chiama alla protesta «Niente musica per mezz’ora»

I promotori della petizione contro il Regolamento restrittivo sulla movida invitano i colleghi coinvolti nella festa allo “sciopero” 
Foto BRUNI 02.07.16 Notte dei saldi e della partita dell'Italia
Foto BRUNI 02.07.16 Notte dei saldi e della partita dell'Italia

IL CASO



Niente musica per mezz’ora nella Notte dei saldi. In segno di protesta contro le direttive disposte dal Comune. Parte da Facebook la mobilitazione di alcuni artisti che invitano tutti a fermarsi, questa sera, quando saranno effettivamente tanti gli intrattenimenti nei locali.

«Scioperiamo durante la famigerata Notte dei saldi: chi starà suonando (band e dj) nelle strade del Comune è invitato a fermarsi dalle 22 alle 22.30. Usiamo questa occasione per sensibilizzare il pubblico sui motivi del nostro dissenso e per invitare a firmare la petizione in corso online su www.change.org. Ricordiamo – proseguono i promotori della protesta – che con il nuovo Regolamento, già operativo, per ogni evento all’esterno bisogna far domanda entro 30 giorni al Comune. Per la richiesta si spendono 106 euro più 16 di marca da bollo, che anche in caso di non accoglimento non vengono rimborsati, bisogna allegare una planimetria del circondario in cui si evidenzino gli insediamenti circostanti e fornire i dettagli di tutta la strumentazione che verrà usata. Insomma, una burocratizzazione e un costo ulteriori che sembrano voler spazzar via ogni piccola iniziativa musicale».

Sentendo locali e formazioni varie pare però che in pochi aderiranno, stasera: ormai ingaggi e appuntamenti sono già fissati.

E così, in attesa che qualcosa cambi, un nutrito gruppo di musicisti ricorda comunque i primi effetti del nuovo Regolamento: «A Barcola un chiosco ha cancellato tutti gli eventi, così come un altro bar, mentre a Opicina è arrivata la Polizia locale, fotografando strumenti e documenti e bloccando la serata. Ci sono tanti aspetti che non vanno, tra tutti per esempio il dover elencare la strumentazione e il nome delle persone 30 giorni prima: a noi è successo che il batterista è finito all’ospedale. Molti musicisti si stanno organizzando sui social per intraprendere iniziative assieme al Comitato Trieste Viva per sensibilizzare la cittadinanza sull’aspetto “culturicida” di questo Regolamento, ma a partecipare sono anche persone che non suonano: sono semplici spettatori e, come molti, amano la musica».—



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