«Subito una task force contro la burocrazia»

Cisint: «È uno degli impegni che assumerò nei primi 100 giorni. Basta al pressapochismo»
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Ecco cosa farò nei primi 100 giorni da consigliere regionale. Lo annuncia Anna Maria Cisint, candidata di Autonomia Responsabile per Tondo: «Mai come ora c’è bisogno di competenza e capacità di azione. Pare quindi necessario evitare il rischio di intraprendere strade non concrete e che impediscano lo sviluppo: una volta archiviata la tornata elettorale, l’azione dovrà essere immediata. E sarà il tema del lavoro a richiedere scelte tempestive e concrete per il rilancio della piccola e media impresa e ciò potrà avvenire attraverso il taglio dell’Irap da portare subito al 3% (imposta assai odiosa che grava proprio sulle imprese, paradossalmente, anche quando sono in perdita), insieme alla rivisitazione dei parametri relativi agli studi di settore perché Monfalcone, Grado e Gorizia rappresentano delle realtà assolutamente non confrontabili con quelle, per esempio, dei centri romani e milanesi. Inoltre massimo impegno per assecondare la pressante urgenza di creazione di una task force in grado di produrre uno snellimento burocratico a vantaggio di famiglie e imprese. Per il rilancio del settore edilizio (attualmente tra i più colpiti dalla crisi) supporterò l’ appoggio alla politica di incentivazione, con contributi fino al 50% del costo, per interventi di riqualificazione energetica, e mi adopererò affinchè sia domato il patto di stabilità impegnandomi perché gli investimenti escano dai vincoli. Un paese civile deve pagare i suoi fornitori. Nei primi cento giorni inoltre, ancora, il sostegno alle politiche del lavoro tramite i patti generazionali, l’auspicabile staffetta tra il lavoratore maturo e il giovane da inserire nel mondo del lavoro. Sin da subito mi adopererò affinchè vengano modificati i parametri di attribuzione del Fap ai comuni appoggiandone anche il rifinanziamento. Credo in una politica di servizio, senza privilegi, fatta di sinergie, serietà e lavoro diversa da quella pressapochistica che ha affossato, ad esempio, l’Ospizio Marino di Grado».

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