Successo a Fratta per la magia della “Gnot di san Zuan”
ROMANS. In una società molto progredita come la nostra, altamente scientifica, in cui ogni quesito trova sempre una risposta pronta e razionale, forse sentiamo ancora il bisogno di credere nella magia, nelle forze dell’ignoto e nella natura per sognare e andare con la mente oltre i confini del ragionevole. Questa può essere una risposta alla forte partecipazione e all’interesse che ogni anno raccoglie la magica “Gnot di san Zuan”, la notte del solstizio d’estate, la notte più corta dell’anno, della luce e dei fuochi, con le sue credenze popolari e i suoi riti propiziatori, popolata da streghe, benandanti e spiriti maligni. Il rito pagano di origine celtica è stato rivissuto l’altra sera nello splendido giardino della casa canonica a Fratta di Romans d’Isonzo, a cura del Circolo “Mario Fain” e del gruppo di ricerca “I Scussons”, di Romans, con la collaborazione della Parrocchia di Romans e dell’associazione Iter Aquielense di Mariano del Friuli, col sostegno del Comune di Romans, presente l’assessore Alessia Tortolo, della Cassa Rurale Fvg, della Fondazione Carigo e della Bcc di Staranzano e Villesse.
È stato Ivaldi Calligaris, dei “Scussons”, ad introdurre la serata soffermandosi sul significato della celebrazione per poi ricordare come un tempo a Fratta, si celebrava la Festa di San Giovanni e da essa ha tratto il racconto della “Baruffa di Fratta” del 1808, di Giuseppe Ferdinando del Torre, scoppiata nel corso del ballo in piazza tra minatori francesi impegnati a Medea e alcuni giovani residenti locali presenti alla sagra.
Ad arricchire la manifestazione è stato poi il caloroso gruppo folcloristico “Santa Gorizia” con i suoi tradizionali costumi, che ha proposto canti e danze popolari che hanno coinvolto molti dei presenti. Nel rispetto della tradizione è stato poi acceso il fuoco che secondo il rito pagano serviva per scacciare gli spiriti maligni e che molti dei presenti hanno scavalcato con un salto, ripetendo un gesto che nella notte di san Giovanni veniva ritenuto purificatore. Attorno al fuoco hanno poi ballato, coinvolgendo tutti.
Nel corso della serata sono stati pure consegnati gli attestati di partecipazione alle 35 persone che hanno seguito il recente corso pratico di lingua friulana condotto da Michele Calligaris, mentre, per concludere il tutto con convivialità, gli amici del gruppo alpini “Aldo Barnaba”, di Romans, hanno preparato una spaghettata offerta a tutti i presenti. (e.c.)
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