Sul dopo-Ferriera quasi rissa tra sindacalisti e istituzioni

Al Tavolo di Trieste sulla riconversione Regione, Comune e Provincia accusati di immobilismo dalle Rsu. Pronta la bozza dell’Accordo di programma ma va appena discussa e approvata dal governo
Di Silvio Maranzana

Giunge fino al limite della spaccatura il fronte creato quasi un anno fa tra istituzioni e rappresentanti dei lavoratori per guidare il processo di riconversione dell’area di Servola. Nell’ultima riunione prima delle elezioni del Tavolo presieduto dalla Regione, Roberto Cecchini (Ugl) e Luigi Pastore (Failms) delle rsu della Ferriera alzano il tiro delle critiche: «Voi politici non avete fatto nulla per dieci anni», «Cosa dovremmo dire ai lavoratori dal momento che non esiste alcuna ipotesi concreta di rioccupazione? Voi li state prendendo in giro», «Guadagnate 12mila euro al mese e gli operai, quelli che hanno un lavoro, ne prendono 1.200». Angela Brandi assessore al Lavoro si alza per andarsene, Sandra Savino oggi deputato del Pdl urla: «Fuori da questa sala chi è venuto qui per fare comizi». Anche il sindaco Roberto Cosolini perde il suo aplomb e poi chiede: «Se rompiamo, da domani chi sarà il vostro interlocutore?». Sul Tavolo “plana” finalmente per opera della dirigente del servizio Pianificazione dalla Regione, Maria Pia Turinetti la bozza dell’Accordo di programma che dovrà appena essere trattato con i ministeri dello Sviluppo economico e dell’Ambiente. Nel frattempo sarà cambiata la giunta regionale, anche se non è escluso che sia nuovamente guidata da Renzo Tondo, e sarà presumibilmente cambiato il governo. La bozza logicamente non dice né quando chiuderà la Ferriera, né quanti lavoratori potranno essere riassorbiti, da chi, come, quando e perché. «È un documento di pianificazione», precisa Francesco Rosato, consulente del Comune. La precisazione non fa contento nemmeno Adriano Sincovich, segretario provinciale della Cgil: «Se aveste agito più velocemente, già oggi avremmo chiuso il cerchio. Nella nostra nota vi daremo le condizioni per andare avanti». Franco Palman (Uilm) non trae deduzioni ottimistiche: «Gran parte dei lavoratori finirà in un limbo, qui il punto principale sono le risorse umane». E Cristian Prella (Failms) bacchetta ancora i politici: «Quali pressioni avete fatto sull’azienda affinché assicuri la continuità produttiva finchè non ci sarà l’alternativa?». La proposta, definita condivisa da Regione, Provincia e Comune prevede due Accordi di programma separati. Il primo a breve-medio termine con la suddivisione del sito in un’area di 65mila metri quadrati a fianco dello Scalo Legnami che andrà ad ampliare la Piattaforma logistica di cui l’Autorità portuale dovrebbe a breve appaltare il primo lotto e l’area rimanente destinata ad attività logistico-industriali. In questa prima fase si definisce l’intervento di riparazione dei terreni e delle acque da approvare in deroga alle procedure di bonifica, si definiscono gli obiettivi di reindustrializzazione e sviluppo economico-produttivo, si individuano gli obblighi dei responsabili dell’inquinamento e dei proprietari del sito, si definiscono le azioni che le pubbliche amministrazioni si impegnano a finanziare, si costituiscono consorzi per l’attuazione di questi obblighi. «Nell’accordo - ha precisato l’assessore Brandi - sarà inserito il Piano sociale con la cassa integrazione straordinaria e poi la cassa per le aziende in procedura concorsuale (incentivi, lavori socialmente utili, formazione)».

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