Sul Giudice di pace divisi i paesi della Bassa
PALMANOVA. I sindaci disertano la riunione indetta da Francesco Martines in merito alla questione legata al Giudice di pace. Infatti, al summit di Palmanova hanno presenziato soltanto otto primi cittadini della Bassa friulana ma, soprattutto, mancavano i sindaci di Cervignano e Latisana, direttamente interessati all a questione. In ogni caso, Francesco Martines ha esposto quanto messo in discussione all’ultimo Consiglio comunale della città stellata e ha elencato le ragioni sulle opportunità che questa figura giudiziaria abiba la sua sede, per la Bassa, a Palmanova. La problematica sembra quantomai intricata e di difficile soluzione, sia in merito alle spese che i Comuni dovrebbero accollarsi per avere sul territorio questa importante figura giudiziaria, sia in quanto ognuno dei tre comuni, Palmanova, Cervignano, Latisana, che attualmente vantano una sede del Giudice di pace, stanno percorrendo strade diverse, ma con l’unico obiettivo di mantenere il giudice sui loro territori di competenza.
Martines ha ribadito che il personale da associare al Giudice di pace, quattro o cinque operatori, dovranno essere assunti direttamente dalle amministrazioni civiche, come è stato stabilito dal ministero della Giustizia. Chiaramente diventa necessaria una compartecipazione a queste spese da parte dei Comuni e che Palmanova metterebbe a disposizione una sede adeguata e a sostenerne le spese che si attestano sull’ordine dei 40mila euro annuali. Ha poi sottolineato che la centralità della città stellata favorirebbe l’accesso alla sede del Giudice di pace da parte di tutti i cittadini della Bassa friulana, come avveniva con la sede distaccata del tribunale, ora definitivamente trasferito a Udine. Sono intervenuti praticamente tutti i sindaci per esprimere i propri punti di vista ed è stato messo in evidenza che i problemi maggiori si riversano sui piccoli Comuni. Infatti, i primi cittadini di Bicinicco e Trivignano Udinese hanno puntualizzato che anche due o tremila euro da destinare al personale del Giudice di pace, sebbene possano sembrare cifre non particolarmente grosse, rappresentano comunque un peso per le amministrazioni, soprattutto in questo periodo di crisi e di risicati trasferimenti statali e regionali.
Pietro Dri, sindaco di Porpetto, ha auspicato una maggior dialogo tra i tre Comuni dove vi è il Giudice di pace mentre Michele Tibald, sindaco di Terzo d’Aquileia ha lanciato l’idea di utilizzare già personale in carico ai Comuni per il Giudice di pace, ma ha anche sottolineato che le amministrazioni non dovrebbero disporre in questi tempi di magra di personale in esubero. Hanno partecipato alla riunione di Palmanova anche i primi cittadini di Bagnaria Arsa, Lignano, Pocenia, Castions di Strada e San Vito al Torre.
Alfredo Moretti
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