Sulla Mainizza una benna sradicò un semaforo

L’esito, evidentemente e fortunatamente, fu molto diverso. Ma, in attesa di conoscere la dinamica esatta dell’incidente costato la vita ieri all’autista di Isontina Ambiente, c’è un altro episodio dai contorni per certi versi simili che torna alla mente e che vide un mezzo pesante protagonista, accaduto peraltro non lontano dal cavalcavia fatale sulla 56 bis.

In molti ricordano che per mesi e mesi l’incrocio tra lo stradone della Mainizza, via Mocchetta e via Campagna Bassa rimase senza semaforo, tra la seconda metà del 2017 e l’inizio del 2018. E questo proprio perché un altro camion dotato di benna per la raccolta di materiali di grandi dimensioni, attraversando nell’estate 2017 quell’incrocio, aveva impattato contro il sostegno del semaforo e della cartellonistica stradale, sradicandolo completamente.

Una distrazione, l’altezza del mezzo calcolata in modo errato, forse il braccio meccanico dimenticato sollevato: l’impatto fu violento, ma l’ostacolo (a differenza del viadotto sopra la variante) era piuttosto fragile, e così, per chi era al volante, fortunatamente non ci furono gravi conseguenze. Il disagio, in quel caso, fu tutto per i residenti e per gli automobilisti, che dovettero aspettare la bellezza di sei mesi, tra lungaggini burocratiche e difficoltà a reperire i pezzi di ricambio realizzati su misura per quel tipo di supporto, per vedere l’incrocio nuovamente messo in sicurezza e regolato dal semaforo. –

M. B.

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