Sulle alture di Polazzo a spasso con il cane ma con l’incubo di venire impallinata

la storia
Oltre alle restrizioni imposte dal Covid anche lo spauracchio dei cacciatori. Non c’è pace per i residenti nella frazione di Polazzo in comune di Fogliano Redipuglia. A denunciare la situazione è la signora Manuela Marchi: «Purtroppo stiamo vivendo questo difficile momento, credo però che facendo delle scelte politiche opportune in merito alla caccia, potremmo viverlo un po' meglio. Il lockdown nella nostra regione limita gli spostamenti all'interno del comune di residenza, nulla da eccepire in merito ma almeno questa libertà dovrebbe essere garantita invece in questi giorni ho capito che non è così. Una di queste mattine, con al guinzaglio la cagnolina di mia mamma, sono andata sul Carso per fare una passeggiata fino alle alture di Polazzo. A circa 500 metri dall'abitato ho sentito uno scampanellio, mi sono fermata e con mio stupore, in una radura poco distante dalla strada, ho visto un cacciatore che imbracciava il fucile. La cosa mi ha inquietata e ad alta voce gli ho chiesto perchè stava suonando quel campanellino. Mi ha risposto che serve a stanare gli animali. Proseguendo il cammino l'ho avvisato che avevo una cagnolina al guinzaglio e che speravo non ci scambiasse per prede. Mi ha risposto che non dovevo preoccuparmi e che comunque avevo fatto bene ad avvisare. Ho continuato la passeggiata ma continuando a sentire i richiami ai cani e due distinti campanellini, di colpo oltre alla pena per la potenziale preda ho avuto paura, così sono tornata verso casa. Mi chiedo, cosa sarebbe successo se un cinghiale impaurito fosse fuggito nella mia direzione? Credo, che mai come in questo periodo la caccia vada sospesa, perché la libertà di pochi cacciatori limita la libertà della maggioranza delle persone, che già devono rispettare le disposizioni vigenti nella nostra regione».
Quanto descritto dalla signora Manuela si è verificato nel vallone le cui sponde sono rappresentate da una parte dalla vecchia strada per le alture, dall’alta dalla gradinata carsica sui svetta il mitologico Sass de San Belin. Luogo che da quando è stato rese agevolmente raggiungibile, grazie allo splendido lavoro di Cianela, è molto frequentato. —
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