Suolo pubblico, a Trieste l’aumento fa infuriare i locali

Ci sono sì delle agevolazioni, cioè degli sconti, per locali che proporranno intrattenimento culturale o musicale. O per quanti pagheranno anticipatamente l’intero ammontare del canone per concessioni pluriennali. Ma nel testo del nuovo Regolamento comunale del canone di occupazione spazi ed aree pubbliche c’è anche un incremento, finora passato quasi inosservato: bar e ristoranti di aree esclusivamente pedonali riqualificate, che vogliano piazzare sedie, tavolini e arredi all’esterno, dovranno pagare una tariffa maggiorata del 10%. Lo stabilisce l’articolo 22, comma 4 del documento. Regolamento rinnovato e che, peraltro, non è ancora in vigore: deve prima essere approvato dal Consiglio comunale, dopo il rinvio della scorsa settimana. L’aula del Municipio affronterà la questione domani, una volta archiviata la fase iniziale straordinaria dedicata al tema del futuro del Porto vecchio.
Ma già oggi, l’assessore comunale con delega a Demanio e Patrimonio, Andrea Dapretto, incontrerà le categorie: inizierà con il mondo del commercio e gli esercizi pubblici, a seguire il settore dell’edilizia (per quanto concerne i cantieri). Un modo per riprendere quella strada della concertazione smarrita nell’ultimo periodo in relazione all’iter del regolamento. «Se n’era parlato in prima battuta con l’ex assessore Edera - conferma Dapretto -, poi ho raccolto il percorso di questa delibera e ora è in programma un ulteriore passaggio». L’assessore dovrà subito fronteggiare le perplessità della Fipe su quel 10% in più: «Specie per le attività più grandi - osserva Bruno Vesnaver, presidente provinciale della Federazione dei pubblici esercizi - può significare dover pagare anche duemila euro in più all’anno». Un peso non da poco in un momento complicato come quello attuale. «Già c’è la minaccia della Tares, se ci sommiamo anche l’aumento per il suolo pubblico - riflette Vesnaver -, comincia a essere troppo. Capisco che il Comune ha bisogno di entrate, ma si mettano una mano sulla coscienza... Le tariffe siano contenute in modo che gli esercenti possano tenere bassi i prezzi: la gente oggi va dove si paga di meno. Non ci possiamo permettere aumenti». La Fipe propone che il +10% per le zone pedonali riqualificate (ad esempio, in centro, via Cassa di risparmio, piazza della Borsa, piazza Unità, ma non solo) sia cancellato, stoppato o che la percentuale «sia ridotta». Dapretto “apre”, ammettendo che la modifica prevista dal documento «si inserisce in un momento difficile. Valuteremo con le categorie. Si può ipotizzare un posticipo dell’aumento a un periodo sperabilmente migliore o vedere come possa essere fattibile adesso».
E anche il consigliere d’opposizione Paolo Rovis (Pdl) lancia un appello: «È ora di finirla di spennare le piccole imprese. Il Comune, invece che fare cassa mettendo le mani nelle tasche di commercianti e artigiani, tagli la spesa pubblica».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Il Piccolo








