Supermercato a Opicina, sulla delibera è scontro tra Lista Russo e Tonel

Altin: «Il Comune vuole modificare il Piano del commercio per consentire anche strutture da 1.500 metri quadrati». La replica: «È solo la rettifica di un errore di classificazione»

Laura Tonero
L'area retrostante l'ex Hotel Obelisco
L'area retrostante l'ex Hotel Obelisco

Un botta e risposta a distanza tra la Lista Russo Punto Franco e la vicesindaco Serena Tonel riporta in primo piano una trattativa privata, che si protrae dal 3 agosto 2023, quando era stato firmato un contratto preliminare per la cessione dalla srl Matt ad Aspiag Service (insegna Despar) del terreno da circa 6.200 metri quadrati di superficie fondiaria dietro all’ex hotel Obelisco, davanti a Campo Romano a Opicina. L’atto preliminare pattuisce che il contratto definitivo venga stipulato dopo che la Matt completerà una serie di opere concordate e dopo che il Comune di Trieste rilascerà le autorizzazioni necessarie all’insediamento proprio su quel terreno di un edificio commerciale con annesso parcheggio.

«Attraverso la correzione di un presunto errore materiale, la giunta con una delibera punta a modificare il Piano del commercio e a consentire in quell’area l’insediamento di strutture commerciali anche da 1.500 metri quadrati», ha denunciato ieri il capogruppo della Lista Russo Punto Franco Paolo Altin. Una modifica che, sempre secondo la lista Punto Franco, «potrebbe assumere rilevanza rispetto al progetto a insegna Despar».

«Si tratta di una mera correzione», replica secca l’assessore alle Attività produttive Tonel, che smentisce categoricamente quanto denunciato da Altin «visto che quell’area era stata erroneamente inserita tra quelle che rientrano nella zona G2c, ovvero tra quelle “balneari da costiera”: l’errore mi sembra evidente».

La proposta di delibera, che la Lista Russo Punto Franco chiede «venga ritirata, con la sospensione anche della commissione che domani (oggi, ndr) la dovrebbe discutere», prevede «la rettifica dell’errore materiale», con il passaggio di quell’area da zona G1c (balneari della costiera appunto) a G1d (turistico- ricettive del Carso), che tra le destinazioni d’uso prevede anche quella di commercio al dettaglio.

Il progetto che Aspiag inserisce in quel contratto preliminare prevede un fabbricato commerciale che avrà una superficie coperta di circa 1.785 metri quadrati, con una superficie di vendita non inferiore a mille metri quadrati, con il resto della struttura destinato a magazzini, area operativa e amministrativa, con parcheggio esterno.

«Chiediamo un supplemento di riflessione alla giunta, e che il percorso sia trasparente: se si vuole modificare il Piano del commercio lo si faccia con l’iter previsto e non attraverso scorciatoie», così Altin, affiancato dal consigliere Giorgio Sclip, dal circoscrizionale Roberto Mandler e da Cinzia Cosimi del gruppo di lavoro della stessa lista.

Tonel precisa che «la rettifica è finalizzata a rendere coerente il Piano del commercio con quanto indicato nel Piano regolatore, tra l’altro non approvato da questa giunta, non comporta variazioni della disciplina commerciale, e comunque è bene chiarire che un insediamento commerciale anche di 400 metri quadrati non prevede solo la corrispondenza alla destinazione urbanistica, ma anche altre autorizzazioni vere proprie, non basta che astrattamente nella zona G1d si possa costruire e aprire una struttura commerciale di determinate dimensioni».

Per il vicesindaco quelli della Lista Russo Punto Franco «hanno preso un granchio: invece di anticipare i loro dubbi con una conferenza stampa, potevano attendere la commissione nel corso della quale verrà illustrata la proposta di delibera: avrebbero evitato una brutta figura».

 

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