Sviluppo rurale in Bosnia Un progetto con Murice e Coldiretti Gorizia

La principale organizzazione di tutela e di rappresentanza delle imprese agricole e una realtà che sviluppa e gestisce progetti e servizi socio-educativi di accoglienza, assistenza, promozione e integrazione per persone vulnerabili, in povertà o in esclusione sociale, e che è parte della rete Caritas a livello nazionale. Dal confronto tra la cooperativa sociale Murice e Coldiretti Gorizia è nato “Coltiviamo il futuro”, un progetto che unisce due partner bosniaci: l’Organizzazione per la ricerca, lo sviluppo rurale e l’ambiente naturale e l’Associazione dei Produttori Agricoli del Comune di Prnjavor. Domani dalle 10, in videoconferenza, verrà presentata un’iniziativa rivolta proprio ai Balcani, e in particolare alla Bosnia Erzegovina, conseguenza della stretta relazione che c’è con la rappresentanza di Caritas in quei territori e a cui Murice, grazie alla competenza del suo personale, offre consulenza in termini di progettazione e sviluppo delle capacità di realtà locali in diversi progetti di protezione sociale.

Puntando a migliorare la condizione socio-economica delle famiglie agricole nella regione di Banja Luka, spiega la presidente di Murice Giovanna Corbatto, «due sono gli obiettivi specifici di “Coltiviamo il futuro”: accrescere le capacità imprenditoriali di quei nuclei, grazie a percorsi formativi tecnici nei settore lattiero-caseario ed erbe officinali/funghi da rivolgere ad allevatori under 40 e a donne che intendono avviare un’attività di business agricolo e rafforzare il legame tra i giovani e il loro territorio di origine». «Abbiamo risposto con entusiasmo alla proposta di collaborazione – aggiunge la presidente di Coldiretti Angela Bortoluzzi – e di conseguenza individuato sia i formatori del settore lattiero caseario che effettueranno la formazione in loco (aziende socie o personale Coldiretti), sia le realtà che verranno visitate in Fvg durante le visite studio organizzate».

I dettagli saranno illustrati nella videoconferenza aperta dai saluti di Nicola Minasi, ambasciatore d’Italia a Sarajevo, e di Francesca Spirito, del Servizio relazioni internazionali e programmazione europea della Regione. —



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