Tagli in Fvg del 40% alle scuole e alla ricerca

Il budget complessivo scende da 67 a 38 milioni. Molinaro: «Nessuna riduzione per gli interventi a sostegno delle famiglie»
Di Marco Ballico
Lasorte Trieste 05/05/08 - Regione - Prima Riunione Giunta Regionale - Roberto Molinaro
Lasorte Trieste 05/05/08 - Regione - Prima Riunione Giunta Regionale - Roberto Molinaro

TRIESTE. Dopo Elio De Anna e Federica Seganti anche Roberto Molinaro lancia l’allarme del bilancio quasi dimezzato. Tra l’altro in settori particolarmente sensibili come quelli gestiti dall’assessore centrista: istruzione, università, ricerca, famiglia. Proprio la famiglia, assicura Molinaro, si vedrà assegnare risorse quasi inalterate rispetto a quest’anno. Ma su altri versanti, dal programma a supporto della scuola all’alta formazione, dalla ricerca all’associazionismo, si dovrà rimediare nella successiva manovra estiva.

Il primo taglio

Al momento il percorso è solo avviato. Ci sarà tempo, come in passato, per individuare qualche inaspettata correzione. Ma le macrocifre, un po’ per tutti gli assessorati, sono ben poco confortanti. La prima bozza della Finanziaria regionale per il 2013 riduce le risorse per la direzione di Molinaro di 27,8 milioni. Ma la realtà è pure più dura dato che una parte rilevante delle risorse a disposizione delle sue deleghe sono bloccate da impegni pluriennali e dunque non possono essere toccate. Quello che resta è davvero poca cosa al punto che il centrista non si trattiene: «Con la metà delle risorse non è possibile formulare un bilancio degno di questo nome».

Le cifre

Nel dettaglio, dai documenti consegnati in giunta dall’assessore alle Finanze Sandra Savino e dalle successive verifiche degli uffici regionali, della quota complessiva di tagli (un totale di 392 milioni di euro), a carico di Molinaro si contano 27,8 milioni. Rispetto alle disponibilità dell'anno precedente, circa 95 milioni di euro, ricorda l’assessore, la riduzione è del 32%. Ma non basta. «Dato che la parte rigida del bilancio dovuta agli impegni pluriennali rimane quasi costante – spiega –, l’effetto della riduzione dell'importo totale incide per una percentuale molto più elevata sulle disponibilità di cassa, fino a toccare il 40%. In termini operativi le risorse sulle quali effettuare la previsione annuale passano da 67 a 38 milioni di euro».

Le garanzie per la scuola

Che strategie adottare? Molinaro ha le idee chiare: ci sono settori che vanno necessariamente messi in sicurezza. «Non sono sostenibili i tagli lineari, che comprometterebbero l'intera attività – precisa –. La scelta che andrò a proporre sarà drastica ma inevitabile. Non senza riduzioni sarà salvaguardata l'azione in favore del diritto allo studio con i contributi alle scuole dell'infanzia per abbattere le rette di frequenza, il comodato dei libri di testo, le contribuzioni per gli stessi e per i trasporti degli alunni delle scuole secondarie superiori e ancora le borse di studio per gli studenti universitari: voci che riceveranno complessivamente 13 milioni di euro».

Le politiche per la famiglia

Parimenti, prosegue Molinaro, «sarà proseguita l'azione per la famiglia, con il mantenimento di carta famiglia, del sostegno alla natalità, del sostegno alle gestanti in difficoltà e dell'abbattimento dei costi di gestione dei servizi per la prima infanzia, per un totale di 16 milioni di euro. Tutti gli interventi che si intendono mantenere hanno come beneficiario diretto o indiretto le famiglie. Una particolare considerazione verrà altresì riservata alla cooperazione sociale, quale settore che unisce economia e solidarietà».

Il rinvio

E il resto? «Il finanziamento agli altri settori di competenza sarà differito all' assestamento di bilancio. In particolare si tratta del programma a supporto delle istituzioni scolastiche, degli interventi puntuali destinati all'alta formazione, alla ricerca e trasferimento tecnologico e al settore dell'associazionismo, per un ammontare di circa 17 milioni di euro». Un quadro da depressione, in attesa di fondi, anche comunitari, che potrebbero contenere i danni. «Non resta che auspicare in particolare che quanto prima si arrivi a un nuovo accordo con il governo per nuove risorse al Fvg. Diversamente non sarà possibile rispondere alle legittime aspettative di famiglie, istituzioni e imprese».

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