Tagli per i tre Comuni “dissidenti”

Chiamateli “aventiniani”, “malpancisti” o “ribelli”. Chiamateli come volete ma sono tre i Comuni che hanno deciso di non prendere parte all’Uti Collio-Alto Isonzo. Si tratta di Savogna d’Isonzo, Dolegna del Collio e San Floriano del Collio che non hanno aderito allo statuto. E la loro protesta rischia di avere effetti nefasti sui loro bilanci. Se il Tribunale amministrativo regionale (il Tar) non dovesse rilevare alcunché di irregolare, i malpancisti rischiano di versi tagliati i trasferimenti regionali del 7,5 per cento quest’anno, del 30% l’anno prossimo, addirittura del 45% nel 2018. Una punizione che rischia di condannare a morte certa i Comuni ribelli. Diego Bernardis (Dolegna del Collio), il sindaco più fieramente contrario alle Uti, promette battaglia. E ribadisce concetti a lui cari.
«Resisteremo finchè possiamo. L’ultima riunione che effettuamo con la presidente Serracchiani e l’assessore Panontin - furono le parole di Bernardis qualche settimana fa - non è stata altro che un passaggio formale in cui la Regione ha fornito la sua personale road map che noi, chiaramente, non condividiamo. Peraltro, il mio Comune fa parte di quegli enti locali che hanno fatto ricorso al Tar? Tutti i Comuni che hanno scelto questa strada non hanno approvato nè lo Statuto nè la costituzione delle Uti. Durante quella riunione, avevo ribadito alla Serracchiani che restiamo fieramente convinti della fondatezza del nostro ricorso e vi dirò di più: la parola chiave della nostra azione è “resistenza”. Continueremo a resistere ad oltranza. La Regione vuole togliere i fondi perequativi ai Comuni che non hanno approvato lo Statuto dell’Uti. Mi sembra che sia un provvedimento anti-costituzionale. La presidente della Regione ha dichiarato che sto sbagliando perché hanno sottoposto la questione a esimi giuristi. Vedremo chi ha ragione».
E, in ultimo, vediamo quali sono i Comuni che, invece, hanno sottoscritto lo statuto e che hanno dato vita ufficialmente all’Uti Collio-Alto Isonzo: si tratta di Capriva del Friuli, Cormòns, Farra d’Isonzo, Gorizia, Gradisca d’Isonzo, Mariano del Friuli, Medea, Moraro, Mossa, Romans d’Isonzo, San Lorenzo Isontino e Villesse. L’appuntamento di ieri ha segnato l’avvio di questa nuova istituzione che gestirà molti settori del territorio dell’Alto Isontino, “sottraendoli” ai singoli Comuni. Il passaggio delle prime funzioni avverrà entro il primo luglio e testerà la nuova macchina amministrativa che “ragionerà” non più in termini di confini comunali ma di ambito territoriale. (fra.fa.)
Riproduzione riservata © Il Piccolo








