Tamponi negativi per tre volte Asilo riapre a corte Sant’Ilario

Sospiro di sollievo per i genitori dei 40 bimbi iscritti che erano  finiti in isolamento. C’era  da verificare una ausiliaria che era debolmente positiva
Bumbaca Gorizia 24_04_2018 Materna Corte S. Ilario © Fotografia di Pierluigi Bumbaca
Bumbaca Gorizia 24_04_2018 Materna Corte S. Ilario © Fotografia di Pierluigi Bumbaca

Marco Bisiach

Il terzo e ultimo giro di tamponi ha dato l’esito sperato, quello negativo, e così ieri mattina ha potuto riaprire i battenti a Gorizia la scuola dell’infanzia Livio Clemente di corte Sant’Ilario. Sospiro di sollievo dunque per le famiglie dei 40 bambini iscritti, la cui odissea era iniziata il 22 ottobre scorso con la notizia della positività di una collaboratrice scolastica impegnata nell’asilo.

Anche i bimbi, oltre alle alle maestre, erano finiti in isolamento fiduciario e si erano sottoposti per due volte ai tamponi, in entrambi i casi negativi. L’ultimo capitolo, quello decisivo, è stato il test che ha interessato (per la terza volta) il personale nella giornata di venerdì, per una questione di sicurezza. C’era da verificare, a quanto si è appreso, la situazione di una collaboratrice ausiliaria che risultava ancora “debolmente positiva”, e la cui posizione non aveva permesso la ripresa delle attività inizialmente fissata già per giovedì scorso. Questa volta l’esito dello screening è stato invece rassicurante, la comunicazione dell’Asugi è arrivata già nel primo pomeriggio di domenica, e dunque è stato possibile programmare il rientro nella scuola per ieri mattina.

«Finalmente una bella notizia, possiamo tirare un sospiro di sollievo – dice l’assessore comunale al Welfare Silvana Romano -. Però al tempo stesso dobbiamo restare pronti, consapevoli che la situazione dell’emergenza sanitaria è in continuo divenire». In altre parole, non si possono escludere altri casi simili, anche se l’auspicio è quello di evitare i difetti di comunicazione che hanno portato sul “piede di guerra” i genitori della scuola dell’infanzia, che anche su queste pagine hanno lamentato l’assenza di informazioni da parte dell’azienda sanitaria.

«Noi ribadiamo una volta di più la nostra apertura e la nostra disponibilità ad aiutare l’Asugi, ma in questo momento difficile serve buon senso da parte di tutti – dice l’assessore Romano -, e il mio appello va anche alle famiglie. Comprendiamo sinceramente tutto il loro disorientamento e la preoccupazione, ma siamo tutti sulla stessa barca e lo spirito di collaborazione deve prevalere». —

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