Tassa di soggiorno, ancora nessun accordo

A quasi un mese dall’introduzione non c’è intesa sulla destinazione dei proventi tra Comune e associazioni
Lasorte Trieste 19/06/09 - Hotel Savoia Excelsior, Open Day, Sala Convegni al 1 Piano
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Non c’è ancora un accordo tra il Comune di Trieste e le associazioni di categoria che rappresentano le realtà ricettive della città, sulla destinazione dei proventi della tassa di soggiorno. A poco più di venti giorni dall’introduzione dell’imposta e in attesa che il Tar si esprima sull’impugnazione del Comune proprio sull’obbligo, indicato dalla Regione, di concordare con associazioni rappresentative di albergatori e affini e PromoTurismo Fvg le iniziative da finanziare con i gettiti forniti al Comune dalla tassa, le ipotesi sul tavolo sono diverse.

«Le categorie stanno cambiando continuamente idea», spiega l’assessore comunale al Turismo Maurizio Bucci intervenendo alla seduta della Terza Commissione che all’ordine del giorno prevedeva proprio un aggiornamento sulle questioni relative alla tassa di soggiorno. «Stanno avendo dei ripensamenti riguardo alla mia idea di portare un sommergile in Porto Vecchio mentre stanno avanzando la proposta di destinare una percentuale della tassa al Parco del Mare ma anche a PromoTrieste che svolgerebbe una funzione di convention bureau». Una proposta, quella di includere PromoTrieste tra i soggetti sui quali investire una parte dell’imposta, che non convince Bucci al cento per cento. «Lunedì prossimo vedremo gli assessori regionali Bini e Roberti per capire se quella del convention bureau possa rientrare tra le attività da sostenere attraverso l’imposta di soggiorno e poi faremo una valutazione politica».

Da una prima valutazione, gli albergatori ritengono che il ricavato dell’imposta si potrebbe attestare intorno al milione e 700 mila euro. «Abbiamo già confezionato un piano articolato, complessivo, di iniziative da proporre – spiega Guerino Lanci, presidente di Federalberghi – siamo in attesa di un incontro per poterci confrontare con il Comune e PromoTurismo Fvg. Riteniamo che PromoTrieste possa diventare uno dei possibili soggetti attuatori delle iniziative sostenute con la tassa di soggiorno».

L’accordo, in prima battuta, dovrà riguardare la destinazione dei proventi del secondo semestre 2018 ma è evidente che le prime scelte potrebbero indicare alcuni indirizzi da seguire in futuro. Se il Tar si esprimesse a favore del ricorso del Comune che ritiene “illegittimo” il vincolo imposto dal regolamento regionale, le categorie delle realtà ricettive potrebbero fare delle proposte, ma la decisione finale su come ripartire quel “tesoretto” spetterebbe al Comune. Riguardo invece alla piattaforma di gestione alla quale hanno dovuto accreditarsi le diverse strutture ricettive, Bucci ha rassicurato i componenti della Commissione che non si sono registrati gravi disagi e che il meccanismo sta entrando a regime. A fine settembre si potranno valutare i primi risultati. Intanto a giorni verrà inaugurato il nuovo infopoint turistico all’interno del Castello di San Giusto.

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