Taxi liberalizzati a Spalato È guerriglia fra i conducenti

Caccia ai clienti senza esclusione di colpi, frequenti di notte risse e aggressioni Assoartigiani: tremila vetture in circolazione mentre ne servirebbero 800

SPALATO. Da qualche mese nelle ore notturne a Spalato sta diventando sempre più frequente assistere a discussioni - che spesso trascendono in aggressioni e risse - tra tassisti, impegnati in una caccia senza esclusione di colpi al cliente di turno. I conducenti viaggiano con coltelli e spranghe a portata di mano, pronti a colpire per intimidire, minacciare ma anche per difendersi. E a volte i media riportano episodi con toni da bollettini di guerra, in cui non sono rare le persone rimaste ferite.

La polizia interviene a ogni rissa, stila il verbale, non sono mancate le denunce penali. Ma il fenomeno non accenna a rientrare. È un fenomeno presente anche in altre località turistiche della Croazia, ma che a Spalato ha assunto toni drammatici.

La “guerra dei taxi” è esplosa all’indomani del varo della nuova legge sui trasporti stradali in Croazia, entrata in vigore nell’aprile dello scorso anno: si tratta di una norma che in pratica ha liberalizzato il servizio taxi svincolandolo da tariffari, tassametri sigillati e altre regolamenti che in precedenza vigevano.

In sostanza, è stato stabilito che per esercitare l’attività possa richiedere la licenza qualsiasi persona di età minima di 21 anni e in possesso di un’automobile adeguata.

Al momento dell’entrata in vigore della legge - grazie alla quale molti nuovi tassisti lavorano oggi per compagnie come Uber o Cammeo - il ministro dei Trasporti, Comunicazioni e Mare Oleg Butković aveva sottolineato come l’obiettivo fosse quello di introdurre regole uguali per tutti e abbassare le tariffe, in modo da rendere il servizio taxi più accessibile alla cittadinanza

Ma le cose sembrano andare diversamente. «In inverno a Spalato basta un numero di taxi compreso fra i 150 e i 200 - spiega Milivoj Topić, rappresentante del settore trasporti presso l’Associazione cittadina degli artigiani - mentre in estate, considerato il movimento turistico, il numero ottimale sarebbe di 800. E invece di taxi ce ne sono ben tremila, per cui ovviamente non c’è lavoro a sufficienza per tutti».

La situazione più incandescente si registra nella zona dell’aeroporto di Resnik: qui la caccia al cliente si fa spietata, e stando a quanto si dice nell’ambiente una decina di tassisti hain pratica monopolizzato la piazza impedendo agli altri di avvicinarvisi. Per la corsa fino al centro di Spalato, raccontano alcuni conducenti, c’è chi si fa pagare fino a 80–90 euro laddove la tariffa reale sarebbe di 30. Una situazione analoga si registra a Pola, dove il direttore dell’aeroporto di Altura Svemir Radmilo ha addirittura proposto di cacciare i tassisti privati dalla zona dello scalo e di istituire un servizio interno.

Tornando a Spalato - al cui caso il quotidiano croato Jutarnji List ha dedicato ampio spazio - i tassisti che si sentono in balia di questa situazione affermano di avere più volte chiesto l’intervento delle forze dell’ordine, senza però avere ricevuto finora risposte: «Non ci è rimasto altro che ingaggiare privatamente delle guardie giurate a tutela della nostra incolumità», dicono sottolineando di avere assoldato anche «reduci di guerra che accettano volentieri questo lavoro».

E intanto, visto che le forze dell’ordine sembrano non prendere provvedimenti, della situazione si stanno occupando al momento i sindaci di Spalato, Andro Krstulović Opara, e di Ragusa (Dubrovnik), Mato Franković: i due primi cittadini hanno inviato infatti al premier Andrej Plenković e al ministro Butković la richiesta di rivedere la contestata legge. Da Zagabria non è ancora giunta alcuna risposta. —

P.R.

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