Tcc a caccia di un manager per lanciare il centro congressi

Cercasi manager specializzato nella promozione di un centro congressuale fresco di inaugurazione, in uno dei momenti più difficili nella storia della convegnistica e della fieristica contemporanee. L’altro giorno il consiglio di amministrazione di Tcc, la società che gestirà per vent’anni la struttura in Porto vecchio, ha deciso - in coerenza con quanto annunciato già a maggio dal presidente Paolo Marchesi - di trovare un profilo dirigenziale cui affidare la responsabilità operativa del centro.
Ha incaricato della missione il consigliere che nella sua quotidianità lavorativa si occupa di risorse umane e di organizzazione del personale: Massimo Iesu, titolare dello studio di consulenza operante in via Crispi 7. Dovrà contattare un certo numero di “cacciatori di teste” che forniscano curriculum qualificati, curriculum che saranno portati all’esame del consiglio. «Nel più breve tempo possibile» osserva il laconico Marchesi. Sarà la figura cui farà riferimento “The office” di Cristiana Fiandra, che ha un contratto per gestire gli spazi del centro.
Quello del futuro direttore generale sembra essere stata la pietanza più ghiotta tra quelle servite giovedì in consiglio. Marchesi ha smentito che sia stato discusso un “business plan” e ha invece confermato che l’altro tema portante della convocazione ha riguardato il completamento dei lavori, per il quale occorrono - esplicita una nota diffusa ieri pomeriggio - altri 2 milioni di euro. Come e dove reperirli lo si verificherà - prosegue il comunicato - nelle prossime settimane. Quando si parla di quattrini, Marchesi si chiude a testuggine e la sua alpina orobicità è difficilmente espugnabile. Tuttavia si può azzardare che la società esperirà più strumenti per racimolare la cifra: l’aumento di capitale e l’accensione di un ulteriore mutuo pare siano le strade più probabili. L’intervento delle Generali? Marchesi non risponde direttamente ma lascia intendere che molto dipenderà dalle condizioni che la compagnia (socia di Tcc al 12%) intenderà porre. In altri termini: Tcc è già abbastanza indebitato. Il budget, compresi i 2 milioni, supera quota 15.
Marchesi sembra poco incline a riprendere l’attività del Tcc fino a quando il compendio non sarà ultimato. Erano in ballo tre appuntamenti tra novembre e dicembre: un convegno medico, un incontro aziendale, una mostra di oggettistica natalizia. Ma il presidente preferisce chiudere i lavori: manca l’audio-video nelle sale più piccole, cioè quella da 400 al “28” e le quattro del “27”; mancano le sedie; mancano i pavimenti, sia nel “27” che nel “28”. Finito-finito è solo il pezzo nuovo, il “28 bis”. —
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