«Terrazza out e tanti rifiuti» Al Pedocin protestano in 500

Gruppo di fedelissime invia una lettera al Comune sulle criticità del lato femminile «Piattaforma inagibile da febbraio, poca pulizia e mancano le boe di protezione»

Donne sul piede di guerra al Pedocin per una zona interdetta alle bagnanti ormai da tempo, transennata e inagibile, oltre a diverse problematiche portate all’attenzione del Comune con una petizione che finora ha raccolto 500 firme. L’assessore Giorgio Rossi, referente in giunta per gli stabilimenti, rassicura le affezionate del bagno Alla Lanterna e annuncia che presto tutti gli interventi necessari verranno effettuati.

A febbraio una parte dell’edificio che confina con la spiaggia, lato femminile, ha perso alcuni pezzi, un crollo di materiali con la conseguente sistemazione di transenne nella terrazza in cemento, dove ogni giorno tante habitué del posto si fermavano per la tintarella e per chiacchierare. In tante hanno aspettato i lavori di ripristino e dopo settimane d’attesa hanno preso carta e penna, scrivendo una lettera al Comune e raccogliendo 500 adesioni. «Siamo un gruppo di frequentatrici del “Pedocin” – si legge – preoccupate per la prolungata chiusura della piattaforma, che è ormai inagibile da febbraio a causa del maltempo invernale, che ha causato la caduta di tegole dal tetto della costruzione vicina. Frequentando il bagno da marzo, rileviamo che nulla è stato fatto per riparare il danno, ma solo lavori di piccola manutenzione estranei alla zona in oggetto. Questo spazio – sottolineano – viene utilizzato da tante di noi e in particolare da persone “diversamente giovani”, che ogni giorno, di mattina o di pomeriggio, si ritrovano creando dei rapporti umani che in una certa parte della vita risultano necessari, mamme e nonne con bambini che cercano un po’ d’ombra. Abbiamo chiesto più volte notizie ai vari dipendenti comunali presenti in loco, ricevendo tante risposte diverse, scaricando la responsabilità su altri enti e persone. Visto però che il biglietto si paga al Comune di Trieste – dicono – chiediamo che lo stesso Comune ponga in atto tutte le azioni necessarie affinché l’area venga rimessa a posto e resa agibile all’utenza prima possibile».

E negli ultimi giorni si è aggiunta un’altra difficoltà. «Anche la scaletta presente in quella zona non è accessibile – racconta Patrizia Uboldi, che ha divulgato la petizione –, in più è un punto importante per noi anche per la doccia in fondo, che al momento non si può usare». Le signore sollevano anche altri problemi, come la mancanza di pulizia sulla spiaggia, dove è “approdato” un po’di tutto. «È evidente – si legge sempre nella petizione – che quanto porta il mare, alghe, rami secchi, meduse morte, preservativi usati e plastica varia, non viene rimosso prima che entri il pubblico e così la spiaggia diventa pericolosa sia per i giochi dei bambini, che per le persone lente nel camminare. Quest’anno poi fa bella presenza, nell’angolo estremo vicino al cancello metallico, una catasta di rami e tronchi giunti dal mare nei mesi passati. Inoltre mancano le protezioni gonfiabili nere agganciate ai corpi morti che filtrano almeno un po’ lo sporco portato dalla corrente e dall’inciviltà di chi butta i rifiuti in mare. Infine – aggiungono – c’è il disagio provocato dalla mole di sdraio e borse che aumenta costantemente e invade sempre di più lo spazio dedicato agli abiti e quindi al cambio vestiti per l’uscita. Ad ogni fine stagione si minaccia di rimuovere il materiale giacente e non lo si fa mai».

Sulle problematiche emerse risponde l’assessore Giorgio Rossi. «Per quanto riguarda la piattaforma – spiega – stiamo dialogando con l’Autorità portuale per l’intervento previsto. I danni non sono nella nostra proprietà, quindi dobbiamo aspettare alcuni passaggi obbligatori, prima di dare il via al ripristino di quel pezzo di spiaggia. Rassicuro tutti anche sul fronte della pulizia e delle boe, risolveremo a breve. So quanto il Pedocin sia amato e capisco quanto stia a cuore a chi lo frequenta abitualmente, ma invito solo a pazientare ancora un po’ e ogni disagio sarà risolto».

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