Terremoto Duca d’Aosta, Medeot lascia

Dimissioni del presidente della Consortile ufficialmente «per motivi di lavoro» ma trapela amarezza per le troppe lentezze

Sei righe appena. Indirizzate ai soci azionisti, al consiglio di amministrazione, al collegio sindacale, al responsabile tecnico-operativo e, per conoscenza, all’Enac (l’Ente nazionale per l’aviazione civile).

Sei righe appena in cui Ariano Medeot comunica le sue dimissioni dalla guida della società consortile che gestisce l’aeroporto “Duca d’Aosta”. Un fulmine a ciel sereno. Le motivazioni di questa scelta? «Ho preso questa decisione, come imprenditore, per cogliere nuove opportunità di commesse importanti, alle quali la mia azienda non può rinunciare - scrive Medeot -. Certo che il mio contributo sia stato da voi apprezzato, resto a disposizione per permettere un adeguato passaggio di consegne». Raggiunto telefonicamente, Medeot è ugualmente laconico. Si limita a dire che la decisione è dettata da «motivi lavorativi». Oltre a lui, hanno lasciato l’incarico anche gli altri componenti del Cda, eccetto Giuseppe Paone. «Così, almeno, mi risulta», aggiunge Medeot.

Ma, stando ai rumors, dietro questa decisione ci sarebbe un profondo scoramento, un forte mal di pancia. Medeot, anche se la sua bocca rimane rigorosamente cucita sull’argomento, non avrebbe trovato appoggio alle sue istanze da parte delle istituzioni, Comune e Camera di commercio in primis. Insomma, la Consortile non sarebbe stata messa nelle condizioni del tanto auspicato cambio di marcia. Infatti, del tanto decantato Polo aeronautico c’è “Pipistrel” e ben poco altro, i ruderi continuano ad essere al loro posto, la vecchia torre di controllo minaccia di crollare da un momento all’altro, chi ha bisogno di fare la pipì non trova neppure un bagno, tutto è estremamente goriziano cioé lento e compassato.

Alla sua lettera di dimissioni, ottenuta dal Piccolo per vie traverse, è allegato anche una sorta di consuntivo dell’attività svolta in questi anni. Fra mille difficoltà. Scrive Medeot: «Quando sono stato nominato presidente della società, l’aeroporto si trovava in una situazione di confusione generale, conseguente all’avvicendarsi di vari soggetti che, di volta in volta, si proponevano per la gestione di alcuni stabili all’interno del sedime aeroportuale. Enac, infatti, aveva dovuto confrontarsi negli anni con le numerose associazioni dilettantistiche che, a turno e ripetutamente, tentavano di gestire parzialmente l’aeroporto, chi per quanto riguarda l’hangar (Associazione sportiva dilettantistica transfrontaliera Duca d’Aosta), chi per lo stabile dei paracadutisti (Associazione nazionale paracadutisti d’Italia), chi per l’altro immobile (Associazione Arma aeronautica)».

Medeot fornisce, poi, un accurato resoconto del passaggio della gestione dell’aeroporto dall’Enac alla società consortile. Rammenta tutto il lavoro fatto. E ricorda che il bilancio 2017 ha chiuso in passivo con «la prospettiva di migliorare i conti nel prossimo triennio grazie alle attività reddituali attivate e da attivare, Va, però, sottolineato che l’equilibrio economico/finanziario - scrive Medeot nella sua relazione - trova fondamento nella fatturazione del servizio antincendio alla ditta Pipistrel. Qualsiasi altra configurazione del servizio deve essere implementata avendo a riguardo il costo del personale preposto a tale servizio (due persone, alba e tramonto, tutti i giorni dell’anno) che, a parere dello scrivente, dovrebbe essere individuato in risorse del personale in carico ai soci pubblici. La fusione fra Consortile, Consorzio industriale e Sdag (non andata in porto per il niet di Enac, ndr) aveva come obiettivo anche la condivisione delle risorse ed andava proprio nella corretta direzione».

Medeot chiude con un altro pensiero. «Frequente, nel dibattito politico e urbanistico cittadino, è il riferimento a quest’area come uno dei siti strategici per il rimodellamento socio-economico della città che, attualmente, sta attraversando un periodo di crisi della sua economia tradizionale». Quindi, bisogna fare qualcosa. Subito. Questo il segnale ai naviganti.

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