Terza corsia e porto di Trieste nel patto bis Prodi-Illy

Pensioni Inps, il premier rassicura il governatore. La replica: aspetto la correzione entro l’anno
TRIESTE
Firma il protocollo bis in cui c’è di tutto, dalla terza corsia al porto di Trieste, dall’istruzione alla sicurezza. E promette, alla presenza di Tommaso Padoa Schioppa, lo scioglimento del «nodo» dei tributi sulle pensioni Inps. Romano Prodi incontra Riccardo Illy, a Palazzo Chigi, e gli va assolutamente incontro. In un clima prenatalizio e disteso, come confidano a Roma, il premier non solo aggiorna e amplia il protocollo di un anno fa a misura di Friuli Venezia Giulia, ma dà garanzie sulla questione compartecipazioni, la più scottante, quella che il governatore lega alla sua ricandidatura.


LE PENSIONI
La soluzione, dopo il vertice, appare dunque più vicina: il premier appare disponibile a rivedere l’articolo della Finanziaria che a Illy non va proprio giù. Modificando, in particolare, la parte in cui il governo, concessi a titolo di anticipo 20 milioni nel 2008 e 30 nel 2009, aggancia le maggiori compartecipazioni regionali a maggiori competenze. «La volontà politica c’è. Adesso - spiegano nella capitale - si deve solo trovare lo strumento adatto. Potrebbe essere il decreto mille-proroghe che il governo dovrebbe approvare la prossima settimana e il parlamento convertire entro 60 giorni, ma sono in corso le verifiche tecniche». Non entra nel dettaglio Enrico Letta, il sottosegretario alla presidenza di Palazzo Chigi da sempre attentissimo al dossier Friuli Venezia Giulia, ma conferma che «l’incontro è stato molto positivo e finalizzato a risolvere tutti i problemi evidenziati».


L’ATTESA
Illy, però, non abbassa la guardia. Non ancora. E aspetta i fatti. A Roma, affrontando con Prodi la questione, tiene il punto. Sul piano giuridico: «Ho ribadito che ritengo la Finanziaria nazionale incoerente con il decreto 137 del 31 luglio che prevede la compartecipazione sui tributi dei pensionati. E ho spiegato che la Regione dovrà impugnare la Finanziaria, se non sarà modificata con successivo provvedimento, davanti alla Corte costituzionale». Sul piano politico: «Ho confermato che dovrò tenere conto dell’atteggiamento del governo e quindi, in assenza di correzioni, non mi renderò disponibile per un’eventuale ricandidatura». A Trieste, al rientro dal vertice, il governatore aggiunge che a questo punto si attende una correzione entro la fine dell’anno.


IL PROTOCOLLO BIS
Nel frattempo, però, Illy porta sin d’ora a casa l’atto aggiuntivo al protocollo che spiana la strada a più poteri e più risorse per la Regione: «L’atto contiene una serie di misure che, quando attuate, renderanno l’autonomia del Friuli Venezia Giulia ancor più significativa e consentiranno una serie di benefici per i cittadini e per le imprese». Il protocollo bis si articola in 18 articoli che spaziano dalle casse di espansione sul Tagliamento alla Fondazione di Aquileia, dalla banca dati sulla donazione degli organi ai siti di bonifica di interesse nazionale. E come dimenticare il trasferimento di nuovi beni immobili dello Stato, non solo quelli della Difesa, ma anche altri di valore culturale e simbolico, come il Castello di Udine? O l’incorporazione dell’Isdee in Informest che manterrà solo l’attività di consulenza, cedendo quella finanziaria a Finest, proiettata verso i mercati asiatici?


LA TERZA CORSIA
Ma le concessioni più pesanti riguardano terza corsia, porto di Trieste e istruzione. Sul versante dell’A4, il governo promette la nomina «sollecita» di un commissario per sveltire l’allargamento dell’autostrada, e Illy dice sin d’ora sì alla scelta del presidente dell’Anas. Sul versante della scuola, Palazzo Chigi assicura l’avvio dell’iter di trasferimento di competenze alla Regione: passaggio che il governatore giudica strategico per migliorare il servizio e adattarlo alle esigenze della montagna e all’insegnamento delle lingue minoritarie.


IL PORTO
C’è poi l’articolo ad hoc sul porto di Trieste. Governo e Regione si impegnano a facilitare lo sviluppo di traffici e logistica «in una situazione di particolare favore». E dicono sì alla ridefinizione, «anche attraverso compensazione», dei confini della circoscrizione portuale di Trieste, in modo da liberare e restituire alla città le aree non più necessarie. Palazzo Chigi si impegna ad assumere gli atti necessari a traslare o modificare i punti franchi e ad accelerare, d’intesa con l’Autorità, l’iter necessario all’approvazione del piano regolatore per la rapida realizzazione di opere come i terminali contenitori, Ro-Ro, merci varie... Non basta: Roma garantisce sostegno al collegamento ferroviario tra i porti di Trieste e Capodistria e non esclude un pressing su Lubiana. E infine riapre un tavolo tecnico di confronto con il Friuli Venezia Giulia per individuare, nel rispetto del decreto legislativo del 2004, le aree portuali in cui le concessioni diventano regionali.

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