Tetto sulla spesa dei comunali Il centrosinistra e la Lega divisi

/STARANZANO

Strascico di polemiche tra maggioranza e Lega anche fuori del Consiglio comunale. La questione riguarda la mozione “Determinazione dei valori soglia per i Comuni della Regione in termini di sostenibilità del debito e della spesa del personale L.R. 20/2020». È andata a vuoto infatti la “mano tesa” dell’assessore Flavio Pizzolato che aveva auspicato l’unanimità nel voto per avere più forza nell’individuare nel confronto regionale sistemi che regolano la spesa degli enti locali. «Spiace che l’opposizione non abbia colto l’importanza del voto unanime. Non è una questione politica perché sono interessati Comuni di tutti i colori – dice Pizzolato – e a Staranzano oggi governiamo noi, in futuro chissà. Se il sistema delle soglie proposto dalla Regione non cambia, si troveranno altri la grana da risolvere. Abbiamo servizi di eccellenza quali l’asilo nido che solo con il personale comunale può rimanere ad alti standard qualitativi, e la gestione della Riserva naturale regionale, in parte con personale comunale». Per i Comuni tra i 5.000 e i 9.999 abitanti, la Regione ha individuato nel 14,44% il valore soglia dell’indicatore di sostenibilità dei debiti finanziari, desunto dall’indicatore 10.3 del “Piano degli indicatori e dei risultati attesi di bilancio” e rilevato dalla Banca Dati delle Amministrazioni Pubbliche, mentre è del 26,7% il valore soglia del rapporto della spesa del personale rispetto alle entrate correnti.

Ma la capogruppo della Lega, Tiziana Maioretto, parla di «una politica negativa di gestione del personale. C’è una perenne inefficienza di alcuni servizi dovuta a una situazione di sottorganico. Per l’asilo nido le gestione e relativa modalità sono responsabilità di questa amministrazione. Il personale, nonché il coordinatore dei servizi di ristorazione, del servizio scuolabus incidono pesantemente nel computo del valore fissato al 26,7%. Quanto alla Riserva naturale, si può proporre alla Regione di andare in deroga alla norma in quanto riserva regionale stabilita da apposita legge. Una montagna di soldi per pagare servizi pubblici spesso esosi e inefficienti. Per questo il nostro voto contrario». Critiche poi sull’Imu e l’addizionale Irpef, pur invariate. «Avremmo voluto vedere aliquote ritoccate a favore dei negozi, botteghe artigiane e realtà produttive – afferma –, in un momento economico così drammatico. Si poteva ridurre l’Imu per le realtà produttive che assumono personale a tempo indeterminato, per le botteghe e negozi, bar e ristorazione che per le misure anti-Covid hanno ridotto drasticamente gli introiti».—

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