Ti porto un libro: Pietro Spirito legge Ventimila leghe sotto i mari

TRIESTE – Riparte da Jules Verne la 2^ edizione di Ti porto un libro, il video progetto promosso dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale in collaborazione con Fondazione Pordenonelegge. Anche quest’anno, in occasione di Natale e Capodanno, alcune delle più belle pagine scritte intorno al mare sono al centro dei video-racconti girati in un set speciale, il Porto e il Golfo di Trieste: nuove tappe che vanno ad arricchire una speciale piccola “biblioteca digitale” dedicata alla letteratura di mare, che già conta sui video-racconti di Pino Roveredo, Federica Manzon, Veit Heinichen e Paolo Rumiz. Si riparte oggi (giovedì 23 dicembre) insieme allo scrittore e giornalista Pietro Spirito che sul sito del Piccolo e sui canali social e YouTube del Porto di Trieste e di pordenonelegge ci farà viaggiare “Ventimila leghe sotto i mari” attraverso il video-racconto dedicato al capolavoro immortale di Jules Verne. «Un romanzo estremamente contemporaneo - osserva lo scrittore - che parla del mondo sommerso e in gran parte ancora da esplorare, e della scienza come valore prezioso per il progresso dell’umanità». “Ventimila leghe sotto i mari” ci riporterà così al 1866, l’anno che allarmò le popolazioni costiere: “una cosa enorme, un oggetto lungo, affusolato, a volte fosforescente, molto più grosso e celere di una balena, dotato di una vitalità peculiare (…) Che esistesse non si poteva più negare …». Le riprese sono state effettuate nel canale navigabile di Trieste a bordo del rimorchiatore “Davide” prodotto nel 2008 da cantieri italiani; tra i più potenti rimorchiatori esistente in Italia, di proprietà della Tripmare. Dal mare di Verne ci sposteremo verso quello di Marcel Proust, il mare di Balbec: giovedì 30 dicembre, con messa online sempre alle ore 18.00, la scrittrice, poetessa e giornalista Mary Barbara Tolusso ci porterà sulle tracce della celeberrima “Recherche” proustiana con il secondo video racconto di “Ti porto un libro”. Ci addentreremo nelle pagine del quarto capitolo di “Alla ricerca del tempo perduto”, quello dedicato a “Sodoma e Gomorra” dove trova eco la città di Trieste. «Il mare come uno spazio che si apre a molte possibilità - racconta Mary Barbara Tolusso – e dove non si lasciano tracce, il mare della gelosia, del tempo e della vita che ci sfuggono». L’episodio è stato girato nel Porto Nuovo di Trieste tra i moli destinati al traffico RO-RO con la Turchia. Il progetto è realizzato con il coordinamento di Vanna Coslovich, responsabile relazioni esterne dell’Autorità Portuale, e di Valentina Gasparet, curatrice di pordenonelegge.

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