Titolare di un bar protesta: il Comune mi fa chiudere prima

Provvedimento di limitazione dell’orario per due mesi al “Non solo bar” di Marano Lagunare a causa delle continue segnalazione di disturbo alla quiete pubblica. Il titolare, Emanuele Pines, si ritiene fortemente penalizzato dal provvedimento che avviene durante il periodo estivo in cui Marano è frequentata dai turisti, e durante i festeggiamenti della Triennale che attirano migliaia di persone. Intanto oltre 200 clienti hanno sottoscritto una petizione per chiedere al sindaco di Marano, la revoca dell’ordinanza a firma del comandante della Polizia Locale Annia, Ennio Pertoldi.
Come spiega Pines, l’ordinanza a fronte di una autorizzazione al pubblico esercizio “senza limitazioni di orario”, impone che per dalla domenica al giovedì la chiusura avvenga alle 23, venerdì e sabato si arriva alle 23.30. Mentre per il periodo della Triennale, dal 15 al 19 agosto viene concessa una proroga, con a disposizione in tutti i casi di un’altra ora per chiudere il locale e far uscire la clientela.
Secondo l’ordinanza, Pines è stato informato di alcune segnalazioni giunte a causa del “protratto disturbo ad ore nelle quali il regolamento di polizia urbana in assenza di zonizzazione acustica, prevede debba essere mantenuto un livello di emissioni rumorose particolarmente limitato”. L’ordinanza stabilisce inoltre che all’orario di chiusura devono essere rimosse tavoli e sedie posti nell’area antistante al bar in modo tale da essere resi inaccessibili e indisponibili da eventuali utenti. Si evidenzia che sarebbero stati chiamati i carabinieri più volte.
Pines ribatte che non si può emettere un simile provvedimento andando a penalizzare un’attività in pieno centro che lavora soprattutto nel periodo estivo. Afferma inoltre che non può essere ritenuto responsabile il titolare del bar se la gente fa schiamazzi in strada.
Il sindaco Popesso afferma di aver cercato una conciliazione tra le parti, ma che questa è stata impossibile. —
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