Tondo stravince nel Pordenonese

Il presidente uscente conquista 10mila voti in più di Serracchiani. Il sindaco Pedrotti: «Nel capoluogo risultato inverso»
Di Silvio Maranzana

TRIESTE. Il Pordenonese passa alla storia come la fetta di territorio regionale che più si è battuta per la riconferma di Renzo Tondo. L’ex governatore totalizza infatti ben il 44,51% dei voti rispetto al 36,97% della pur vincente nel complesso Debora Serracchiani. Ben diecimila i voti di distanza tra l’uno e l’altra e la forbice è stata più netta sia che a Udine (circa il 3 e mezzo per cento) che a Tolmezzo (uno e mezzo per cento). Sono le tre circoscrizioni della regione in cui la neopresidente è stata battuta, ma questo non è bastato per a fermarla. Un elemento che ha fatto infuriare il presidente della Provincia di Pordenone, Alessandro Ciriani: «Gorizia e Trieste sono i nervi scoperti del centrodestra del Nordest - accusa Ciriani - è in queste due città che il centrodestra va ripensato e rifondato e a Trieste in particolare dove storicamente era sempre lo schieramento vincente mentre negli ultimi anni ha inanellato una serie di risultati a dir poco disastrosi. È il motivo per cui ho lasciato il Pdl: basta con le piccole tattiche e i giochi di potere che hanno logorato il partito, dobbiamo recuperare credibilità».

Ma se il sorpasso di Tondo al rush finale non è riuscito è anche la conseguenza di quanto accaduto invece nei due comuni capoluogo, sia Pordenone che Udine dove il risultato provinciale è stato rovesciato con la Serracchiani a svettare. Di umore opposto dunque il sindaco di Pordenone, Claudio Pedrotti successore come primo cittadino di Sergio Bolzonello probabile prossimo vicepresidente della giunta regionale e recordman di preferenze (9.423 preferenze in provincia). Nel comune di Pordenone Debora Serracchiani ha staccato Tondo di 8 punti e mezzo ricevendo quasi 1.400 voti in più. «Un risultato in parte inatteso però meritato - commenta Pedrotti - ci siamo dati molto da fare e per questo ci addolora in particolare l’astensionismo. Tutti abbiamo amici che non sono andati a votare e se assommiamo a ciò anche i molti voti comunque raccolti dal Movimento 5 stelle, dobbiamo guardarci allo specchio e pensare che dobbiamo riappropriarci di certe istanze che vengono dalla gente e che ci siamo lasciati defraudare». Il sindaco non è meravigliato che i disastri del Pd di Roma non abbiano influito sul Friuli Venezia Giulia: «Le elezioni regionali sono una cosa diversa, qui da noi i politici hanno un rapporto molto stretto con i cittadini, siamo una regione piccola, ci incontriamo per la strada. Quanto al nostro comune, Bolzonello è stato un catalizzatore eccezionale di voti, lo ritengo insuperabile soprattutto per l’energia che ha».

In ambito provinciale, il Pd è risultato il primo partito con il 27,29% davanti al Pdl (20,52%) e al M5S (12,21%), ma il centrodestra (49,57%) ha superato il centrosinistra (37,36%). «Con la nuova giunta regionale - Pedrotti ne è convinto - Pordenone godrà certamente di maggior attenzione. Però dobbiamo anche interrogarci su alcune zone del nostro territorio, quali Spilimbergo ad esempio dove del resto ho vissuto e Sacile: qui il centrosinistra continua ad essere in forte difficoltà».

Da parte sua Alessandro Ciriani non considera deludente la performance dei 5 stelle (12,21% in provincia ma con il 17,43% per Galluccio). E qui sta il punto: «C’è uno scarto molto strano tra i voti di lista e quelli agli spiranti governatori che non si spiega con il voto disgiunto. O c’è stata una vera e propria schizofrenia da parte di molti elettori o c’è qualcosa che non quadra. Attendo il riconteggio dei voti».

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