Tondo vince di misura nel suo “feudo”

TRIESTE. In quello che dovrebbe essere il suo feudo, Tolmezzo e l’Alto Friuli, Renzo Tondo ha vinto solo di misura su Debora Serracchiani, raccogliendo alla fine appena 644 voti complessivi in più della sua sfidante. La coalizione di centrodestra che lo ha sostenuto, pur se più frammentata rispetto alla tornata elettorale del 2008, ha largamente avuto la meglio sul centrosinistra (47,53% contro 37,85%).
Entrambe hanno avuto un’emorragia di voti rispetto a cinque anni fa, anche se quella del centrosinistra è stata doppia rispetto a quella del centrodestra. In parte si sono persi nel grande fiume dell’astensione, ma la gran parte sono stati catturati dal Movimento 5 Stelle: nella circoscrizione di Tolmezzo, Beppe Grillo e i suoi hanno ramazzato al debutto il 13,24% dei suffragi e, se si pensa che centrodestra e centrosinistra insieme hanno perso complessivamente il 15%, si fa presto a capire.
Analizzando il voto delle singole liste, il dato marcoscopico è il dimezzamento secco del Pdl, che dal 28,87% del 2008 è passato al 14,07% di oggi. Ma stavolta in più c’era l’Autonomia Responsabile di Tondo, che ha raccolto il 15,80%. Urne sanguinose anche per la Lega Nord (da 16,93% a 9,95%), mentre l’Udc è diventato lillipuziano e il partito dei Pensionati è ormai solo un alito di vento. Dall’altra parte del fronte il Pd, nonostante le nubi che aveva in testa a causa del disfacimento nazionale, è il primo partito dell’intera area (26,82%), perdendo il 6% circa e avendo nuovamente nell’ex assessore Enzo Marsilio il più votato in assoluto (2.343 preferenze personali) fra tutti i candidati che si sono presentati nella circoscrizione.
«Il voto mi ha sorpreso - afferma il gemonese Roberto Revelant, in lista con Autonomia Responsabile e con 1.701 preferenze il più votato del centrodestra nella circoscrizione - perchè non credevo in una tenuta così grande della Serracchiani. Non per suo demerito, ma per quanto è successo in questi ultimi giorni a Roma. Quassù, invece, si è votato guardando alle persone e non tanto ai partiti, che non sono vicini al territorio, ma pensano principalmente a salvaguardare interessi personali. Il mio risultato credo sia l’esempio lampante di ciò che sto dicendo: mi sono candidato in una lista civica, non mi ha appoggiato alcun partito, chi mi ha dato il suo voto l’ha fatto per fiducia nei miei confronti, perchè mi conosce e ha visto il mio impegno in questi anni».
Con quello che è accaduto a Roma in questi ultimi giorni, ma anche con il tour intensivo dei giorni scorsi di Beppe Grillo in regione, ci si sarebbe aspettati un riscontro migliore per il Movimento 5 stelle.
«È vero, mi aspettavo un risultato di maggior entità per i grillini - conferma lo stesso Revelant -. Ma le elezioni regionali le vedo come grandi elezioni comunali: si vota chi si conosce e i candidati grillini qui non hanno ancora mai operato nelle istituzioni sul territorio. Non conoscono ancora i meccanismi dell’amministrazione e la gente questo lo ha percepito. Protestare è facile, governare molto più difficile, soprattutto in questo momento non splendido in generale per l’economia. Credo comunque che anche nell’Alto Friuli l’effetto astensionismo ha pesato parecchio. Ma sugli esiti di questa tornata elettorale - conclude Revelant -a mio avviso ha influito senz’altro e pesantemente tutto ciò che è accaduto in questi ultimi tempi nel panorama politico nazionale».
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