Torna il muro (di cartone) alla Transalpina e i cittadini lo abbattono facendo una festa

In centinaia nel luogo simbolo del confine caduto tra Italia e Slovenia. Gli ex sindaci Brancati e Brulc assieme 15 anni dopo
Bumbaca Gorizia 05.07.2019 No ai muri Transalpina © Fotografia di Pierluigi Bumbaca
Bumbaca Gorizia 05.07.2019 No ai muri Transalpina © Fotografia di Pierluigi Bumbaca



«Prendi il tuo scatolone e monta il tuo pezzo di muro», dice la ragazza all’amico. Per una mezz’ora circa sul piazzale della Transalpina è tornato una barriera fisica tra Italia e Slovenia. È successo venerdì sera quando associazioni e forze politiche di diversa estrazione di Gorizia e di Nova Gorica si sono riunite nello spazio comune alle due città per dire «un no corale e transfrontaliero ai muri, passati, presenti e futuri, un no alle barriere che rinchiudono innanzitutto chi le erige, un no ai progetti che contraddicono con violenza quella stessa idea di Europa grazie alla quale è caduto il confine tra Gorizia e Nova Gorica e che azzerano le prospettive sulle quali le comunità locali lavorano da ben prima che la Slovenia entrasse nell’Ue».

Il piazzale della Transalpina ha accolto una vera e propria festa di popolo. Con un déjà vu: l’incontro con abbraccio, a 15 anni di distanza dall’abbattimento delle frontiere, tra gli ex sindaci di Gorizia e Nova Gorica Vittorio Brancati e Mirko Brulc. Con Brancati che è arrivato dal lato Sloveno e ha incontrato l’ex collega già su suolo italiano. «Tutti dicono che Brancati e Brulc hanno abbattuto il muro nel 2004. Non è vero. Il muro è stato abbattuto dai cittadini di Gorizia e Nova Gorica e la presenza di tanta gente stasera, dimostra che sono state le due città a volere l’abbattimento del muro; e attraverso l’abbattimento del muro anche delle contrapposizioni pesanti che ci sono state in queste terre», ha sottolineato Brancati.

«Noi dobbiamo abbattere il muro per questi principi - ha proseguito l’ex sindaco -. È incomprensibile che Salvini venga a fare questa proposta quando lo stesso sindaco si vanta di aver creato uno sportello informativo, qui, finalmente, e di portare avanti insieme a Nova Gorica la candidatura a Capitale europea della Cultura nel 2025 e progetti come il Gect. Se da una parte c’è la volontà di portare avanti la condivisione, non può venire uno da Roma che non sa di cosa parla per creare un muro. La risposta del no ai muri l’avete data voi», ha proseguito Brancati tra gli applausi prima che, per caso, una persona, inciampando, abbattesse un pezzo di muro dando così il via alla “demolizione” completa tra canti, balli, girotondi e un coro che scandiva lo slogan della serata: “Mai più muri”. —



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